Freddo e lastre ghiacciate, i vallicoltori adesso temono una disastrosa moria di pesce

GRADO. “La valle è tutta ghiacciata e il pesce sta pian piano morendo», dice Ferruccio Polo della Valle Artalina. Al momento la lastra di ghiaccio è più consistente nelle zone basse, nei canali più profondi è ancora sottile nella parte centrale. Quale sarà la situazione nei prossimi giorni è difficile prevederlo, anche perché prima del formarsi del ghiaccio nella valle sono riusciti a recuperare solo cefali: «Come hanno sentito arrivare il freddo la maggior parte delle orate son sparite più a fondo – precisa Polo – alla ricerca di temperature meno rigide. Se la situazione rimane così sarà un’altra mazzata con la perdita di quintali e quintali di pesce».
Valli da pesca in difficoltà, ma anche i canali più bassi della laguna presentano da sottili a più dense lastre ghiacciate. Se le temperature, come da previsione, continueranno ancora per un paio di giorni a mantenersi basse probabilmente sarà un disastro per la vallicoltura, già duramente “attaccata”, tutto l’anno, dai cormorani che divorano una quantità incredibile di pesce. Una parte della valle Artalina si nota transitando lungo la provinciale Grado-Monfalcone, sullo sfondo l’isola di Barbana, dove non è raro ammirare i fenicotteri rosa. Ecco, finora, considerate le temperature dei giorni precedenti, la presenza di fenicotteri rosa è stata massiccia, segnale che stanno pian piano ambientandosi nella laguna gradese.
«Fino a qualche giorno fa tra valle Artalina e valle Cavanata se ne contavano dai 700 agli 800 esemplari», dice Margitta Schuff Thomann. La fotografa naturalista, che segue da vicino da un paio d’anni le vicende di un fenicottero con l’ala rotta, costretto a restare in valle Cavanata, precisa che a causa del freddo di questi giorni quasi tutti sono spariti dalle due valli per rintanarsi in qualche altra parte della laguna, come in valle Noghera.
E il fenicottero ferito? «L’ho fotografato l’altra mattina mentre passeggiava e si nutriva a ridosso dello strato di ghiaccio che s’era già formato. Ormai è di casa e ha già passato periodi freddi; sa come comportarsi e dove rifugiarsi». In queste giornate così fredde in Cavanata non c’è solo il fenicottero ferito. Accompagnata dal marito Ferdi che si diletta pure lui a scattare immagini, hanno scovato al riparo, da un’altra parte dell’oasi, nascosti dalla vegetazione, una ventina di fenicotteri rosa, evidentemente hanno deciso di fermarsi nella speranza che non si irrigidisca ancora la temperatura, poiché se così fosse probabilmente migrerebbero verso lidi più caldi.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








