Frequentate dalla comunità bengalese, spunta un cartello del Comune: «Vietato sedersi sulle gradinate»
Il sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, tampona la polemica su quanto successo nel sito che ricorda il punto a nord del Mediterraneo: «Il cartello è temporaneo, lo abbiamo messo perché trovavamo tanta spazzatura». Ma non c’è sanzione, è solo a scopo deterrente

E sì che le persone sedute, su quella gradonata al punto più a nord del Mediterraneo, stavano perfino nei rendering del Comune di Monfalcone esposti nel 2020, quando l’amministrazione allora guidata dal sindaco Anna Cisint voleva far sognare ai cittadini il futuro porticciolo Sauro. Solo un orpello grafico? Difficile pensarlo, visto che nelle dichiarazioni spese allora si è sempre valorizzato l’affaccio sul mare, la promenade, la possibilità di allestire spettacoli ed eventi. Fatto sta che ora è spuntato un cartello che da qualche giorno vieta di sedersi sulla nuova gradinata a Monfalcone intitolata a Norma Cossetto, sorta di anfiteatro all’aperto.
A gennaio la questione potrebbe scivolare via liscia: chi si acciambella in inverno sulla fredda pietra? Ma è bastata una foto del cartello sui social per scatenare l’opinione pubblica e agitare la politica. Che in tempo reale, già ieri, ha fatto fioccare tre interrogazioni. La prima di Monfalcone civica e solidale con Alessandro Saullo e Cristiana Morsolin, la seconda del Pd e l’ultima di IcM. Troppo freschi i precedenti dei cancelli ai parchi, della rimozione delle panchine in piazza, delle inferriate in via Giacich e borgo Rosta. Prendono posizione perfino gli anarchici (l’«ennesimo divieto ha evidentemente come finalità quella di provocare ulteriormente una comunità pacifica») e s’indigna il Pd col capogruppo Diego Moretti: «Non c’è straccio di ordinanza, delibera o provvedimento: non vale niente». Se è per questo neppure una sanzione. Sicché il divieto lascia lo spazio che trova.
Il sindaco Luca Fasan, interpellato, fa infatti il pompiere davanti alle proteste politiche: «È un cartello temporaneo, sarà rimosso non appena il gestore del vicino spazio polifunzionale aprirà, prima di Pasqua». Ma la ratio, allora? «Fare da deterrente all’immondizia che puntualmente imbrattava la gradinata, un vero peccato davanti a un’opera così importante e ben realizzata – replica – purtroppo una parte dei frequentatori non si comporta così bene come invece dovrebbe, cioè con decoro».
Ma se il cartello è temporaneo (privo oltretutto di riferimenti normativi), c’è evidenza di tutto questo andirivieni? «C’è stato freddo ultimamente – replica Fasan – ma quest’inverno è stato piuttosto temperato, con giornate, come sabato scorso, quasi primaverili e quindi sì, c’è stata frequentazione». Il sindaco conferma di non aver emesso specifica ordinanza o misura e che «non ci sono sanzioni» collegate. Né la Polizia locale vigilerà sul fatto che effettivamente una persona si sieda o meno sulla scalinata che sovrasta la piazzetta sul mare. E allora? «Funge da deterrente», ribatte.
Basterà per placare il centrosinistra? Difficile dirlo. Il Pd, nell’interrogazione firmata anche da Lucia Giurissa e Sani Bhuiyan, spiega come «in molti cittadini monfalconesi vi siano stupore e indignazione per l’ennesima e inutile restrizione in una struttura che era stata progettata proprio a questo scopo: garantire sedute alle persone». Apprezzate da «numerosi» fruitori «soprattutto nelle ore serali e nella bella stagione». Di qui l’interrogazione per conoscere anche «la spesa per il Comune» di «progettazione, realizzazione e posa della statua di Eugenio Valentinis visti i tempi extra di custodia nella fonderia veneta dove si trova». La collocazione era attesa «a ottobre». E a margine Giurissa: «Siamo basiti dalla superficialità con cui l’amministrazione a guida Fasan sta gestendo la cosa pubblica in questo primo anno di mandato», «Monfalcone non può essere la città dei divieti più assurdi».
Ma c’è anche l’interrogazione di M5s, che rileva peraltro come non sussista nel Regolamento di Polizia urbana «un simile divieto», e chiede «se non sia più opportuno ritirare il cartello, viste le evidenti criticità, ed effettuare un’approfondita riflessione» per disciplinare «la corretta funzione dello spazio pubblico».
Infine Michela Percuzzi evidenzia le «ripercussioni per le fasce più fragili: vietare la seduta significa ignorare le esigenze degli anziani o di chi ha difficoltà motorie». E il cartello è «un atteggiamento di chiusura che stride con l’immagine di città accogliente e turistica che la giunta sbandiera».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








