Il furto al chiosco Da Nena a Barcola filmato dalle telecamere: ecco cosa è successo
La titolare ha pubblicato i video sui social. Il bottino è di 5 mila euro più la cassa automatica che da sola ne costa 9 mila

Derubano un chiosco di Barcola, incuranti delle telecamere che filmano l’intera incursione. Sono ladri sfrontati quelli che nella notte tra sabato e domenica hanno razziato il locale “da Nena”, in viale Miramare, in piena stagione balneare.
I predoni non si sono preoccupati neppure di nascondere completamente il volto: uno si è limitato a calcarsi un berretto nero sulla fronte; l’altro si è attorcigliato una maglietta in faccia a mo’ di passamontagna. Tutto il contrario di ladri professionisti, verrebbe da pensare.
Lo sconcerto della titolare Nena
Eppure hanno messo a segno un colpo da 5 mila euro, a cui si aggiunge il costo della cassa automatica che hanno trafugato, ovvero altri 9 mila euro. «Di solito svuotiamo l’incasso alla fine di ogni giornata. Quella sera abbiamo finito tardi per una festa di compleanno, sicché avevamo deciso di rinviare l’operazione alla domenica mattina – spiega la titolare Snezana “Nena” Redic –. Fatalità hanno colpito l’unica volta in cui i soldi sono rimasti in cassa. Mi viene il forte sospetto che ci abbiano tenuti d’occhio». Poi lo sfogo: «Si fatica tanto per guadagnarsi da vivere e poi succedono queste cose. È inaccettabile».
L’imprenditrice ha pubblicato sui social alcuni filmati del raid, con tanto di appello a chiunque riconoscesse i due soggetti di farsi avanti per aiutare gli investigatori.
Il furto filmato
Sono le 2.42 di sabato notte. Il lungomare è deserto: in viale Miramare passa qualche auto ogni tanto. Nell’inquadratura della telecamera si materializzano due giovani ladri. Maglietta nera, pantaloncini corti, scarpe da ginnastica, guanti e accessori per travisare il volto in modo rudimentale.
Si guardano intorno, si nascondono dietro agli oleandri al passaggio delle sporadiche vetture per non essere notati e, quando il momento è propizio, entrano in azione. Armeggiano con la saracinesca aiutandosi con un arnese, forse un piede di porco. Finché non riescono ad alzarla. A quel punto quello con il passamontagna fai-da-te rimane all’esterno, a fare da palo, mentre il complice entra nel chiosco.
Alle 3.05 la telecamera interna lo inquadra mentre strappa la cassa automatica, dove i clienti inseriscono direttamente i contanti. Il malvivente passa il dispositivo al complice e poi, saltando il bancone, esce dallo stesso pertugio attraverso cui era entrato poco prima.
L’amara sopresa
Il raid è stato scoperto domenica mattina, alla riapertura. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato per eseguire un sopralluogo e acquisire i filmati di videosorveglianza. La titolare ha poi formalizzato la denuncia in Questura nel pomeriggio di ieri. Nel frattempo si sta attrezzando per rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza, affidandosi alla vigilanza privata per i controlli notturni. «Più di così non so cosa fare», dice. Dopo il raid, Redic e i suoi dipendenti si sono subito rimboccati le maniche: «Noi continuiamo più forti di prima». La speranza è che i ladri vengano fermati prima che possano svaligiare altre attività. Tra gli esercenti c’è una certa apprensione e non potrebbe essere diversamente visto che Barcola è nel mirino. Ai furti ai danni di bagnanti si aggiungono ora le razzie nei locali. Il denominatore comune è la sfrontatezza: così come le manoleste non si fanno scrupoli a sottrarre borse e cellulari in pieno giorno, mentre le persone sono intente a fare il bagno o a prendere il sole, così hanno fatto razzia nel chiosco, in barba alle telecamere. Il tutto malgrado il rafforzamento dei controlli, soprattutto diurni, sul lungomare. —
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