Furto all’Hotel Solun a Trieste: prese di mira le stanze degli ingegneri ospiti al congresso nazionale
La direzione dell’albergo esprime il proprio rammarico e ha consegnato ai militari dell’Arma le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza

Furto nell’hotel Solun di via Milano 16. L’albergo in questi giorni ospitava una parte degli ingegneri che hanno partecipato al 70° Congresso nazionale organizzato al Generali Convention Center in Porto Vecchio. L’episodio, di cui si è avuta notizia venerdì, si è verificato mercoledì sera.
Il ladro, ancora ignoto, attorno alle 20 è riuscito a introdursi in alcune camere e a rubare quanto di prezioso ha trovato: gioielli, in particolare, e altri oggetti personali dei clienti.
I carabinieri confermano il colpo. Il malvivente, stando a quanto si apprende, avrebbe finto di essere un professionista invitato al convegno: è così che si sarebbe intrufolato nella struttura di via Milano senza destare alcun sospetto tra i veri ingegneri. E quando gli ospiti sono usciti per la cena, ne ha approfittato per aggirarsi al primo piano dell’hotel e a agire indisturbato.
Non è chiaro come sia riuscito a entrare nelle stanze. Sembra abbia forzato le serrature delle porte. I clienti, al loro rientro, hanno trovato l’amara sorpresa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. I militari dell’Arma hanno raccolto le testimonianze delle persone derubate e, subito dopo, hanno acquisito le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza dell’albergo collegati alla reception collocata a fianco dell’ingresso principale.
Il ladro ha fatto perdere le proprie tracce, ma da quanto risulta è stato ripreso dalle telecamere interne mentre percorreva i corridoi e si guardava attorno. Sarebbe anche stato riconosciuto. Ma la sua identità non è ancora nota.
L’hotel Solun può contare su un totale di 38 stanze. Una sessantina i clienti ospitati quotidianamente. Venerdì la situazione appariva assolutamente normale. Nessun particolare allarme, insomma. La direzione del Solun, che mantiene stretto riserbo sull’accaduto in considerazione del fatto che le indagini dei carabinieri sono ancora in corso, esprime il proprio dispiacere per quanto è successo. «Siamo veramente sconvolti», confida un addetto.
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