Gabrielli lascia la presidenza Parte la caccia al successore

Il cardiochirurgo si dimette dalla carica più alta del Consiglio per motivi personali Lunedì l’elezione del futuro “regista” dell’aula. Confronto in maggioranza
Foto Bruni Trieste 06.06.2017 Consiglio comunale 05-06
Foto Bruni Trieste 06.06.2017 Consiglio comunale 05-06



Si è dimesso il presidente del Consiglio comunale Marco Gabrielli. La questione era in mano al sindaco da mercoledì, ma ieri mattina la notizia è esplosa nella comunità politica triestina. Parte ora la caccia al successore, dato che diversi consiglieri si son già fatti avanti per lo scranno. La questione è stata messa all’ordine del giorno dell’aula per la prossima riunione di lunedì.

La ragione delle dimissioni del presidente Gabrielli, esponente della Lista Dipiazza, è di carattere prettamente personale: il lavoro di cardiochirurgo impone impegni troppo gravosi per poterli accompagnare al quasi altrettanto impegnativo compito di presiedere l’aula. Per quanto Gabrielli non ne faccia menzione, gli addetti ai lavori suggeriscono che il politico sia giunto a questa scelta anche a causa delle frizioni ormai di lunga data con il resto del gruppo, in particolare con la triade Vincenzo Rescigno, Francesco Panteca, Roberto Cason.

I motivi di tensione fra il presidente e i consiglieri non sono mancati. La presidenza di Gabrielli verrà infatti ricordata per la fermezza nel contenere i costi dell’aula, imponendo un ricorso parco alle commissioni. Il dibattito si è concluso nei mesi scorsi con il passaggio dei consiglieri dal modello “a gettoni” a quello a “stipendio fisso”. Gli uffici comunali hanno comunicato che il nuovo sistema, voluto in particolare dai “critici” di Gabrielli all’interno della maggioranza, ha determinato un rilevante aumento dei costi dell’aula. Sia come sia, il presidente lascia l’incarico con discrezione e nella giornata di ieri è rimasto inaccessibile alla stampa.

Si apre ora la partita della successione, ed è tutt’altro che scontata. Il presidente della Lista Dipiazza, l’assessore al Bilancio Giorgio Rossi, commenta così la vicenda: «Le dimissioni di Gabrielli sono comprensibili, è un professionista con compiti gravosi, anche fare il presidente è gravoso, quindi ha tratto le sue conclusioni. Chi sarà il successore? È presto per dirlo, comunque non è questione su cui ci siano delle contrapposizioni in maggioranza. Vedremo». Appunto, tutto da vedere. La vicenda verrà trattata direttamente a livello di segreterie di partito in un incontro previsto per i prossimi giorni. Questa mattina se ne occuperà anche la conferenza dei capigruppo.

Quali sono le possibilità? Fratelli d’Italia, il partito più piccolo della maggioranza, difficilmente potrà avanzare pretese, tanto più che, con Claudio Giacomelli impegnato in Consiglio regionale, l’unico nome possibile sarebbe il capogruppo Salvatore Porro.

La Lista Dipiazza, con tutta probabilità, rivendicherà almeno in prima battuta la successione, e al momento i nomi in ballo sono proprio quelli di Rescigno, Cason e Panteca. Essendo il primo un capogruppo, i due restanti sono i più papabili, anche in virtù del loro operato da presidenti di commissione. Permangono però delle perplessità all’interno del resto della maggioranza sull’esperienza accumulata dai due eletti.

Forza Italia non avanza candidature. Commenta il capogruppo Alberto Polacco: «Noi al momento non abbiamo nomi da fare. Se ci sarà un confronto sul tema noi parteciperemo, ma non siamo di certo a caccia di poltrone». All’inizio del mandato i forzisti, ai tempi prima forza della maggioranza, avevano mal digerito l’affidamento della presidenza alla Lista Dipiazza. Nella situazione attuale, dopo l’exploit elettorale del Carroccio e il passaggio di diversi consiglieri di centrodestra tra quelle fila, i berlusconiani si ritrovano con un peso specifico ridotto. Oltre a questo, la rosa dei nomi forzisti è limitata, fatta forse eccezione per il veterano Bruno Marini, che incontrerebbe il favore di parte dell’opposizione come figura di garanzia.

Ma la Lega cosa farà? Il fascicolo è in mano al presidente regionale Massimiliano Fedriga, che pur dalla convalescenza ha affrontato il tema durante la giornata di ieri. Gli unici leghisti navigati a sufficienza sono Manuela Declich ed Everest Bertoli, entrambi ex forzisti approdati al Carroccio più o meno di recente. Possibile quindi che anche i leghisti non intendano forzare la mano in questa partita.

Quanto alle opposizioni, i loro voti potrebbero rivelarsi determinanti solo in caso di spaccatura della maggioranza. Ieri il Pd ha emesso una nota per ringraziare Gabrielli: «Ringraziamo il presidente del Consiglio comunale di Trieste per la correttezza e per il rispetto istituzionale con cui ha guidato l'assemblea civica e che ha mantenuto nel rapportarsi alla minoranza consiliare. Sono qualità che spiccano in un contesto politico sempre più contrassegnato dalle contrapposizioni e dallo scarso dialogo», fanno sapere la capogruppo Fabiana Martini e la segretaria provinciale Laura Famulari. —



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