Giornali alle finestre al posto delle tapparelle, la scuola Ungaretti di Gorizia «è ancora un cantiere aperto»
Tucci (Gorizia è tua) portavoce dei malumori di alunni e genitori: «Mancano le tapparelle, il giardino è inutilizzabile». Il Comune rassicura: «Provvederemo»

«Che senso ha avuto effettuare un trasloco a metà anno scolastico, quando la situazione alla scuola primaria “Ungaretti” rientrata nella sua sede di via Cipriani è a dir poco approssimativa? Con alunni e docenti che devono fronteggiare tutta una serie di problematiche oggettive?».
Il problema è approdato in Consiglio comunale a Gorizia. A portarlo all’attenzione dell’assemblea la consigliera comunale della lista “Gorizia è tua” Rosy Tucci che si è fatta portavoce del malumore dei genitori e del personale scolastico. Ha parlato di sistemazione «ancora provvisoria» all’interno dello stabile. Una sorta di cantiere ancora aperto. Va ricordato, per chi se ne fosse dimenticato, che il rientro è avvenuto dopo due anni scolastici “in esilio” e proteste veementi.
La situazione, oggi, è questa. «Il giardino - la sottolineatura di Tucci - non è ancora agibile. I bambini non possono, di certo, muoversi sulla terra e neppure sulle parti asfaltate, in quanto vi sono ancora residui dal cantiere (ghiaia, sassolini) e correre in giardino è pericoloso soprattutto per le cadute».

Poi, mancano le tapparelle nelle aule e nella mensa. «Le lezioni si svolgono in battuta di sole con disagi per gli alunni». Le insegnanti sono state molto creative e hanno utilizzato carta da giornale o da pacco fissandola con il nastro adesivo sui serramenti. «Ma capite bene che non è una soluzione ottimale anche perché gli alunni, soprattutto quelli del tempo pieno, devono stare molte ore con la luce artificiale con anche dispendio di energia elettrica». Non è tutto perché le lezioni di Scienze motorie che, in genere, si svolgevano nell’atrio «non sono praticabili per la presenza di materiale in loco e per la mancanza di dispositivi di protezione dei radiatori o di altri pericoli non protetti. In questa situazione a dir poco approssimativa, che senso ha avuto il trasloco? Che tempi e che risorse saranno messe a bilancio per completare l’opera?».

Tucci ha avuto anche da ridire sull’inaugurazione, documentata dal Piccolo, all’inizio del 2026, al rientro delle vacanze di Natale. «Ci saremmo tutti aspettati un maggior coinvolgimento nel taglio del nastro ma, soprattutto, avremmo voluto vedere coinvolti in prima persona i bambini. Ma questo è l’ultimo dei problemi perché attiene alla forma e ai protocolli».
L’assessore comunale a Istruzione e Welfare Silvana Romano è partita da quest’ultima osservazione, spiegando che «gli inviti sono partiti dalla dirigente scolastica e non dal Comune». Quanto al problema delle tapparelle «sarà presto risolto: non ci risulta che il sole, in questo momento, sia così fastidioso ma, a primavera, risolveremo. Così come andremo a sanare tutte le altre problematiche. Era importante tornare nella sede storica: abbiamo evitato alle famiglie e ai bambini altri disagi». —
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