Gorizia, l’istituto Ungaretti torna nella sede di via Cipriani: la vittoria dei genitori
Alunni e docenti costretti a fare lezione in altri edifici per due anni scolastici. Il lavori in ritardo e le contromisure del Comune. Spesi oltre 1,5 milioni di euro

Dopo due anni scolastici “in esilio”, proteste veementi, incontri febbrili, lunghe telefonate, gli alunni, i docenti, il personale ausiliario della scuola primaria Giuseppe Ungaretti tornano a casa, in via Cipriani.
Un’ottima notizia perché, ad un certo punto, sembrava essere subentrata una certa dose di rassegnazione di fronte ai ritardi che stavano registrando i lavori di efficientamento energetico e di adeguamento anti-sismico. Il Piccolo aveva seguito passo dopo passo la vicenda con le mamme e i papà che, con tenacia, ci avevano messo la faccia e avevano chiesto quantomeno chiarezza al Comune.
«Quest’oggi, nell’occasione, ci sarà anche una piccola inaugurazione. I bambini - spiega Emirda Nizelaj, portavoce dei genitori - usciranno alle 12 per partecipare a questo momento di festa e ci saranno anche le autorità. È stata una battaglia ed è anche grazie alla stampa se siamo riusciti a ricevere la giusta attenzione da parte dell’amministrazione comunale. Siamo, così, riusciti nell’intento di fare finalmente rientrare i nostri figli nella sede di via Cipriani. È una bella notizia».
Perfettamente concorde l’assessore comunale all’Istruzione Silvana Romano. Sorride: «Questo è il regalo della befana. Al di là delle battute, è stato un percorso difficile. La durata degli interventi si è allungata a dismisura per problemi di natura tecnica, di personale, di difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali. Chiedo scusa alle famiglie che, sicuramente, hanno dovuto affrontare una lunga fase di disagi. Per due anni, gli alunni hanno seguito le lezioni in sedi alternative. Ma guardiamo anche al bicchiere mezzo pieno: la “Ungaretti” oggi è diventata una scuola più funzionale, più ampia e più moderna. E mi piace anche ribadire che Gorizia può vantare, oggi, gli edifici scolastici più sicuri del Friuli Venezia Giulia e, forse, anche d’Italia. Sono stati investiti parecchi milioni negli anni per raggiungere questo obiettivo importante. Come abbiamo spiegato più volte, la sicurezza nelle scuole deve essere una priorità».
I lavori per la sistemazione della “Ungaretti”, come si ricorderà, vennero aggiudicati già a fine 2022. Il Comune, infatti, incaricò della loro esecuzione la ditta Valle costruzione di Enemonzo (Udine). L’appalto, aggiudicato dall’impresa con un ribasso del 7,77% sull’importo a base di gara, corrispondeva a un netto contrattuale pari a 1.534.815,55 euro (Iva al 10% esclusa).
Poi, le note vicissitudini che hanno portato ai ritardi. Ed è così che, ad un certo punto, si è deciso che sarebbero dovuti essere i plessi delle primarie Ferretti e Frinta a ospitare gli alunni della scuola di via Cipriani nell’attesa che fossero ultimati i lavori di ristrutturazione della sede. E, così, è stato. Il Comune ha anche organizzato i servizi di trasporto scolastico ma disagi, questo è evidente, ci sono stati eccome per le famiglie.
Nei momenti più bui della vicenda, il sindaco Rodolfo Ziberna intervenne in prima persona. E evidenziò al Piccolo: «Durante il mese di luglio, quando sono emerse le prime criticità, i dirigenti dell’ente, di concerto con la dirigente scolastica hanno monitorato i lavori per capire di giorno in giorno se le ditte fossero in grado di concludere l’intervento e hanno cercato soluzioni che avrebbero consentito comunque di iniziare le lezioni nella nuova scuola. Purtroppo, nel corso dell’ultimo sopralluogo è emerso con evidenza che la ditta non sarebbe riuscita a concludere i lavori nei tempi previsti. Ora è il momento di dire basta. Le aziende del settore privato, così come avviene nel settore pubblico, quando non riescono a a mantenere gli impegni, devono assumersi le proprie responsabilità».
Oggi, la svolta e l’atteso rientro a casa.
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