Tanta ironia e ricordi di famiglia nei 102 anni di Giovanna Grando

A Trieste brindisi per la vedova del celebre musicista e cabarettista Uccio Agostini

Roberta Mantini
Il brindisi per i 102 anni di Giovanna Grando Foto Francesco Bruni
Il brindisi per i 102 anni di Giovanna Grando Foto Francesco Bruni

A 102 anni, Giovanna Grando racconta ancora con lucidità e ironia la sua vita intensa, tra ricordi di famiglia, viaggi e musica. Moglie del maestro Ramiro Agostini, musicista, cantante e cabarettista che fu molto conosciuto a Trieste, Giovanna ha festeggiato il compleanno circondata dai figli e dal nipote, tra sorrisi, chiacchiere e una torta speciale.

Gli acciacchi dell’età si fanno sentire, così come la vista e l’udito ormai ridotti, ma non le manca né il sorriso né la battuta pronta. Lo dimostra quando parla della figlia Elisabetta, che vive a Milano. «L’ho sentita – racconta – mi ha detto che non riesce a venire a Trieste per il compleanno e che ci vedremo a Pasqua». Si ferma un attimo, poi aggiunge con ironia: «Le ho risposto: vedremo chi sarà ancora viva a Pasqua».

Giovanna Grando ha tre figli: Valnea, la maggiore, che oggi ha 81 anni, Elisabetta, 80, e Michele, 58. La famiglia si allarga con Francesco, figlio di Valnea, nato un anno prima dello zio Michele, una di quelle coincidenze che in casa vengono ancora ricordate con un sorriso. Vive con l’ultimogenito, Michele, con cui condivide il quotidiano. Le sue giornate scorrono tra lunghe chiacchierate, qualche partita a carte e un po’ di televisione. Oggi, però, è stata una giornata diversa: i 102 anni li ha festeggiati a casa della figlia Valnea, insieme all’unico nipote Francesco e a Michele. Ad attenderla anche una torta, una crostata di frutta preparata da un’amica di famiglia, con tre candeline: 1, 0 e 2.

Giovanna è stata moglie di un artista molto conosciuto nella Trieste degli anni Sessanta: il maestro Ramiro Agostini, noto ai più come Uccio. Si esibiva anche con Lelio Luttazzi ed era una presenza fissa alla birreria Dreher, tappa serale di tanti triestini e turisti in cerca di musica e allegria. «Suonava anche a St. Moritz», ricorda Giovanna.

Il maestro è scomparso nel novembre del 2010. «Mi ha lasciata troppo presto», dice. Quando le si chiede quali siano stati i momenti più belli della sua vita, sorride e prende tempo. «Mamma mia, sono stati tanti». Racconta delle vacanze sopra Sanremo: «Un posto di montagna da cui si vedeva anche il mare». Li con il marito e i figli era ospite di amici. «Eravamo sempre insieme». Le figlie, dice, «erano piccole». Valnea la interrompe sorridendo: «Eravamo grandi».

Ma lei ribatte con fermezza: «Non eravate sposate, quindi eravate piccole». Parlando del marito racconta: «Lui era musicista e la vita con un musicista era un movimento continuo. Bellissimo, divertente». Dove andava lui, lei lo seguiva. A volte anche i figli, altre volte restavano con i nonni.

Ricorda le esibizioni a St. Moritz e una volta in particolare, quando lei e il marito decisero di andare sotto un ghiacciaio e le figlie piangevano dalla paura. «Io e mia sorella piangevamo davvero, temevamo potesse accadere qualcosa di brutto», conferma Valnea. Negli ultimi anni sono arrivate le cadute. Dopo una frattura al bacino è rimasta ferma a lungo. «Dopo un mese ho provato ad alzarmi, ma non camminavo più». Non si è però fermata.—

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