Albero, murale, torneo e borsa di studio: Muggia non dimentica il piccolo Giovanni Trame

Tra le iniziative in ricordo del bimbo di 9 anni ucciso dalla madre uno spazio nel giardino della scuola che frequentava accompagnato da un assegno per alunni meritevoli e un’opera allo stadio Zaccaria dove si disputerà il Memorial dei Pulcini. 

Luigi Putignano
Il piccolo Giovanni Trame
Il piccolo Giovanni Trame

La tragedia del piccolo Giovanni Trame – la cui giovane vita è stata brutalmente spezzata dalla madre Olena Stasiuk all’interno di in un appartamento in piazza Marconi – ha colpito profondamente i muggesani e non solo. In tanti ancora non si capacitano di come possa essere accaduta quella tragedia del novembre 2025. E in tanti non vogliono dimenticare il piccolo Giovanni e il papà Paolo. Motivo per cui saranno portate avanti una serie iniziative, proposte da diverse realtà cittadine, in ricordo di quel bambino di soli 9 anni.

Giovanni giocava a calcio e per questo un grande murale lo ricorderà allo stadio Zaccaria, assieme a un torneo di calcio che porterà il suo nome. Ma ci sarà anche una borsa di studio e la piantumazione di un albero all’interno del giardino della sua scuola.

Omicidio di Muggia, il mister: «Giovanni nel calcio trovava serenità, era felice con i compagni di squadra»
Il pallone era tra le passioni del piccolo Giovanni (Lasorte)

Partiamo dall’opera d’arte: accanto allo stadio comunale Zaccaria, vicino al campo di tennis, sarà realizzato un murales di sette metri per tre, a cura dell’artista Marco Chermaz. Lo spazio è di proprietà del Comune di Muggia, che effettuerà la richiesta alla Soprintendenza per dare il via libera al disegno.

E, in accordo con il papà di Giovanni, proporrà un contributo per la creazione dell’opera. «Ho pensato di promuovere e di raccogliere insieme tutte le varie iniziative che si stanno proponendo in memoria del piccolo Giovanni», spiega il sindaco Paolo Polidori.

Bimbo ucciso a Muggia, il padre: «Mio figlio era gioioso, viveva con il sorriso nonostante le difficoltà»
Il piccolo Giovanni Trame e i fiori e peluche lasciati all’esterno dello stabile di piazza Marconi 3 a Muggia, teatro del delitto (Lasorte)

«Insieme al papà Paolo, al parroco don Andrea, al Muggia 1967, a Marco Chermaz, alla Costruzioni Generali di Krasniqui Faton, al Circolo della Vela e alla scuola Bubnich, vogliamo dare l’idea di un grande e infinito abbraccio al nostro caro Giovanni da parte di tutta la comunità muggesana. E in tema di partecipazione, il pensiero è anche quello di promuovere, a breve, una raccolta di piccole donazioni, aperta a tutti i cittadini, per contribuire alla copertura delle varie spese che gravitano attorno a tutte queste iniziative».

L’elenco, oltre all’opera di street art che sarà realizzata da Chermaz, è in cantiere, come anticipato, assieme a diverse iniziative: a giugno, proprio nei campi di calcio del Muggia 1967, si terrà anche un Memorial in ricordo di Giovanni, riservato ai Pulcini, la categoria del bambino.

Non solo calcio: restando nell’ambito sportivo, anche il Circolo della Vela di Muggia, che per un periodo Giovanni aveva frequentato, ha scelto di ricordarlo, con una borsa di studio. Infine, su proposta dell’associazione di genitori della scuola Bubnic e della scuola materna Mavrica, le due scuole di via D’Annunzio, che fanno parte dell’Istituto comprensivo con insegnamento in lingua slovena “Pangerc” di San Dorligo della Valle, si è deciso di piantare un albero nel giardino dell’istituto, sempre per celebrare la memoria del piccolo. Il tutto si svolgerà durante la festa di primavera, il prossimo 17 aprile.

Infine, il pensiero di don Andrea Destradi, il parco di Muggia che, nei giorni del lutto, seppe tenere coesa una comunità devastata: «Il silenzio nel quale la nostra Comunità tutta si è trovata a piombare con il tragico ed assurdo evento non doveva rimanere tale. Parole di fede e consolazione le abbiamo cercate nell’immediato; ora è tempo anche di agire per custodire la memoria di Giovanni – dice – e questo dolore collettivo, affinché non accada mai più. Come è stato corale il grido di dolore, così ora lo sono anche questi segni concreti che, nella loro semplicità, ci ricorderanno Giovanni, e lo renderanno vivo nelle nostre memorie soprattutto nel futuro, nei muggesani di domani, che sono i bambini di oggi». —

 

Argomenti:cronaca

Riproduzione riservata © Il Piccolo