Giù le facciate interne La storica Transalpina ritorna a splendere

Al via i lavori di ristrutturazione per riportare la stazione agli sfarzi di inizio ’900. Intervento da oltre 6,5 milioni  



Anche se l’impalcatura sul lato esterno di via Giulio Cesare è ancora in fase di allestimento, sono ufficialmente entrati nel vivo i lavori di restauro e riqualificazione della stazione ferroviaria di Campo Marzio. Attualmente l’impresa ha iniziato la demolizione delle facciate interne: un intervento complesso e molto delicato, che ha lo scopo di riportare l’antico immobile agli sfarzi di inizio Novecento quando venne aperto, precisamente nel 1906. Trieste all’epoca disponeva di ben due stazioni ferroviarie, la Meridionale o Südbahn situata in piazza Libertà e appunto quella in Campo Marzio, la Transalpina.

Con l’avvio della prima fase degli interventi di riqualificazione è iniziata la ristrutturazione dell’ala del fabbricato che si affaccia su via Giulio Cesare, i cui ambienti hanno ospitano fino al luglio 2017 la collezione del Museo Ferroviario.

Dopo la solenne cerimonia di apertura del cantiere dello scorso 4 maggio, ora nel piazzale interno dello scalo si stanno concentrando i primi interventi che si possono intuire per la presenza di un’alta gru, il cui sbraccio sovrasta l’intera area. La filosofia dell’operazione punta a suddividere la rinnovata struttura in tre parti: ludico- educativa, tecnico-scientifica e socio-antropologica.

L’obiettivo, insomma, è creare un museo che possa rivolgersi a vari target di utenza e non solo ad un pubblico interessato dal punto di vista storico e tecnico.

Fra le novità sicuramente molto gradite, sul lato più stretto del complesso, di fronte alla piscina terapeutica attualmente “ingabbiata” dalle transenne, sorgerà il primo hotel italiano a tematica rigorosamente ferroviaria, che occuperà entrambi i piani dell’edificio.

I lavori di ristrutturazione si articoleranno in tre fasi: le prime due riguarderanno il restauro di tutta l’area prospiciente via Giulio Cesare e il rifacimento degli interni, che costituiranno nuovamente la sede espositiva del museo ferroviario. Il tutto per un costo complessivo di 6 milioni e 500 mila euro, finanziati da Gruppo FS Italiane, MiBACT e Regione. La terza fase prevede la realizzazione dell’hotel a tematica ferroviaria, il restauro dell’altro lato del comprensorio, il rifacimento della volta metallica (che dal 1906 al 1942 sormontava il fascio binari, poi smantellata per donare il ferro alla patria per gli eventi bellici) e nonché la creazione di un enorme cortile interno coperto per ospitare eventi o manifestazioni. Questa terza fase, del valore di circa 12 milioni di euro, al momento però non dispone di alcuna copertura finanziaria. —





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