Giunta Fedriga, “manovrina” a 80 milioni. Cinquanta vanno alla sanità

TRIESTE I numeri dell’assestamento di bilancio crescono rispetto alle indiscrezioni della vigilia. Aumenta la dotazione della manovrina autunnale, ma incrementano anche i costi della sanità, tra emergenza Covid e gestione della spesa ordinaria. La giunta Fedriga ha licenziato ieri il disegno di legge: l’assestamento sale a 80 milioni, di cui cinquanta destinati alla sanità, anche se nella maggioranza si dice che le richieste dell’assessore alla Salute Riccardo Riccardi erano pari al doppio.
L’esecutivo è partito dai 58 milioni non spesi nella manovra estiva, ma il lavoro della Ragioneria ha permesso di recuperare più di venti milioni, tra somme a bilancio non impegnate, maggiori entrate e riallocazioni interne. Nei prossimi giorni, l’assessore al Bilancio Barbara Zilli potrebbe grattare ancora qualcosa nelle pieghe dei conti, con l’assestamento che sfiorerebbe alla fine i novanta milioni, consentendo magari qualche emendamento a sorpresa nel corso della discussione in Consiglio, che comincerà il 28 ottobre.
Come spiega Zilli a fine riunione di giunta, «la parte più cospicua andrà alla sanità. In un momento come l’attuale, in cui attendiamo ancora risposte dal governo sulla rinegoziazione dei patti finanziari, non potevamo distrarre l’attenzione da questo comparto, che sta affrontando con grande efficacia la diffusione del Covid. Le risorse restanti saranno destinate a politiche attive per il lavoro, comparti produttivi, innovazione, borse di studio, infrastrutture e grandi eventi».
Su cinquanta milioni, saranno 23 quelli necessari a coprire la spesa dovuta al Covid: tamponi a tappeto, maggiori costi per le convenzioni con le case di riposo e minori ricavi dal ticket a causa di attività sanitarie ordinarie ridotte. Altri 27 copriranno adeguamenti contrattuali del personale, abolizione del super ticket decisa dallo Stato (che graverà sulle casse regionali per 15 milioni all’anno di mancati introiti) e copertura della cosiddetta fuga sanitaria, con la Regione costretta a pagare i costi delle prestazioni che i cittadini del Fvg scelgono sempre più spesso di sostenere nelle strutture pubbliche di Veneto e Lombardia.
Con la nuova iniezione Riccardi tira un respiro di sollievo ma, nell’ultima riunione avuta l’altro ieri con Fedriga e Zilli, avrebbe chiesto finanziamenti per oltre cento milioni. La sanità è sempre più vorace e nella sessione di giunta non è mancato chi, come gli assessori Fabio Scoccimarro e Stefano Zannier, ha manifestato preoccupazione per l’aumento dei conti del sistema, i cui costi salgono nonostante i servizi ordinari si siano nettamente ridotti quest’anno a causa del Covid.
Ad oggi la manovra cuba ottanta milioni. «Oltre all’avanzo di amministrazione di 58 milioni – dice Zilli – possiamo mettere in gioco altre partite economiche che derivano da recuperi interni e razionalizzazione della spesa». Tra le altre voci della manovra, figurano 3,5 milioni stanziati per incentivare i contratti a tempo determinato e offrire sostegno produttivo alle aziende. «Sempre con l’obiettivo di sostenere chi fa impresa – continua l’assessore – abbiamo scelto inoltre di destinare 500 mila euro per scorrere le graduatorie per l’imprenditoria femminile, altrettanti per i voucher per l’innovazione e ulteriori risorse per gli insediamenti operativi dei nostri consorzi». Un milione sarà impiegato per le borse universitarie, mentre 2,6 completeranno la dotazione per la viabilità attorno all’ospedale di Pordenone e 1,2 milioni saranno spesi a supporto di grandi manifestazioni, fra cui la tappa del Giro d’Italia.
Il Pd chiede intanto chiarezza sul trend di spesa della sanità. Per Salvatore Spitaleri, «c’è da domandarsi con quale stato d’animo gli altri assessori si porranno di fronte a questo assestamento, in cui su tutti si pone il problema di riempire il “buco” della spesa sanitaria. Cos’ha realizzato l’assessore Riccardi con i 3 miliardi ottenuti nella finanziaria per la sanità? A quanto ammontano le spese per il Covid? Non siamo poi al corrente se il blocco della maggior parte delle attività ordinarie abbia portato un contenimento delle spese». —
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