Il giuramento dei nuovi agenti di polizia: 61 saranno operativi a Trieste
Rinforzi per Questura, Stradale, polizia di Frontiera e commissariato di Muggia. La cerimonia nel piazzale della caserma “Raiola” sfidando il sole battente. Protagonisti in tutto 415 allievi: si sono contati 13 malori a causa del caldo torrido

«Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e la legge dello Stato, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell’interesse dell’amministrazione per il pubblico bene».
Con questa formula solenne i 415 allievi agenti del 233° corso hanno giurato nel piazzale della caserma della Scuola di Polizia “Vincenzo Raiola” di via Damiano Chiesa.
Il rito segna il passaggio dalla formazione alla vita operativa e apre ufficialmente l’ingresso nel servizio attivo.
Il Friuli Venezia Giulia accoglie così 142 nuovi agenti, dei quali 61 a Trieste: 31 alla Questura, 6 al commissariato di Muggia, 5 alla Polizia Stradale, 3 alla Polizia di Frontiera, 7 alla Sottosezione di Fernetti, 3 alla Polizia di Frontiera di Opicina, 4 a Rabuiese, uno alla Scuola di Polizia e uno alla Zona Telecomunicazioni.
Un momento di festa per gli allievi che completano un percorso formativo di dieci mesi, svolto anche in dodici scuole e centri di addestramento della Polizia di Stato: Abbasanta, Alessandria, Brescia, Campobasso, Caserta, Cesena, Nettuno, Peschiera del Garda, Pescara, Piacenza, Spoleto e Vibo Valentia.
Il corso si articola in due periodi: sei mesi nella scuola di San Giovanni, finalizzati alla nomina di agente in prova e un periodo di applicazione pratica negli uffici di assegnazione.

Per molti allievi, la cui provenienza è da Friuli Venezia Giulia, Puglia e Sicilia, è anche un momento di ricongiungimento con parenti e amici giunti da lontano che assistono alla cerimonia dagli spalti, pronti a immortalare ogni attimo. Tutti eleganti: signore in abiti sfarzosi e uomini in giacca e cravatta che sfidano il sole battente. Fa caldo, tanto. La cerimonia inizia con l’entrata in campo dello schieramento, del labaro dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato di Trieste e del Gonfalone della città di Trieste, alla presenza del prefetto, Giuseppe Petronzi, del questore Lilia Fredella, del direttore della Scuola Allievi, Giovanna Lori e delle autorità civili e religiose.

Nel suo intervento il direttore Lori richiama il ruolo della formazione. «Il nostro impegno è accompagnarvi in questo percorso, rendendovi consapevoli delle sfide che attendono la Polizia di Stato. Davanti a voi c’è una società multiculturale ed esigente, persone che guarderanno a voi con speranza e fiducia. Siate consapevoli della responsabilità di non deludere le aspettative di chi si rivolgerà a voi, perché la fiducia del cittadino è uno dei nostri obiettivi primari». E richiama l’etica istituzionale: «Abbiate come riferimento l’articolo 54 della Costituzione che chiede che le istituzioni democratiche siano servite con disciplina e onore. Unite equilibrio e determinazione senza dimenticare l’umanità».

Momenti emozionanti, toccante il rito della Preghiera per la Patria, sulle note de “La Leggenda del Piave”, seguita dalle premiazioni degli allievi classificatisi ai primi tre posti: medaglia d’oro a Stefano De Lorenzi, consegnata dal prefetto Petronzi; medaglia d’argento a Gianluca Vernola, premiato dal questore Fredella; medaglia di bronzo a Elisa Romano, premiata dall’assessore regionale alla sicurezza, Pierpaolo Roberti. Applausi accompagnano anche il filmato dedicato alla formazione, seguito dal videocollegamento con la Scuola Allievi Agenti di Campobasso per gli interventi del capo della Polizia, Vittorio Pisani e del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
«Ci sono giorni che non si dimenticano e questo è uno di quelli», sottolinea Pisani, «e con il giuramento avete scelto di servire la Repubblica con lealtà, disciplina e onore. Ricordate sempre il motivo per cui avete scelto questa uniforme: non per il prestigio che rappresenta ma per il servizio che richiede».
Il ministro Piantedosi evidenzia il valore della scelta personale che diventa impegno pubblico, parla di sicurezza e di assunzioni. «Da quando si è insediato l’attuale Governo, sono già state assunte quasi 46.000 unità e contiamo di effettuarne entro la fine della legislatura ulteriori 25.000. È garantito il turnover e si registra una tendenza positiva sia in termini quantitativi sia di riduzioni dell’età media».
Il caldo provoca malori a 13 allievi, ma la cerimonia si chiude con gli onori finali e il “rompete le righe” che libera l’entusiasmo dei nuovi agenti nel lancio dei cappelli. «I ragazzi meritano semplicità, linearità e di essere molto festeggiati». osserva il questore Fredella, «e da questo momento inizia il vero lavoro».
L’assessore Roberti aggiunge: «Questo giuramento è importante anche per noi, perché avremo nuovi ragazzi a tutelare la sicurezza e molte risorse saranno a Trieste, garantendo maggior presidio del territorio». Una boccata d’ossigeno i nuovi agenti, ma la situazione dell’organico resta critica. Lo ricorda Lorenzo Tamaro, segretario regionale del Sap. «Non saranno sufficienti a colmare la grave carenza accumulata negli anni. Nell’ultimo anno la Squadra Mobile su una quarantina di agenti ne ha persi cinque».
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