Gli sloveni: a Gorizia impugneremo l’esito del voto

Sino a ieri era una minaccia. O poco più. Ma la Slovenska dimostra di fare sul serio. E annuncia che impugnerà davanti al Tribunale amministrativo regionale (Tar) il risultato delle elezioni che hanno visto vincere agevolmente e al primo turno Ettore Romoli. Il nodo del contendere è sempre lo stesso: la vicenda dei consigli circoscrizionali che sono stati cancellati per il mancato accordo fra maggioranza e opposizione. L’Unione slovena, non è un mistero, si sente seriamente danneggiata dalla “sparizione” dei consigli di quartiere perché sarebbe a rischio la tutela della minoranza: una chiave di lettura contestata sin dalla prima ora dall’amministrazione e dall’avvocato comunale Stefano Piccoli.
Ma, tecnicamente, perché verrà impugnato il risultato delle urne? «Perché contestualmente alle consultazioni per il rinnovo del Consiglio comunale, ci sarebbero dovute essere anche le elezioni per i Parlamentini. Cosa che non è avvenuta», spiega il segretario regionale della Ssk e avvocato Damijan Terpin. Maggiormente nel dettaglio entra Peter Mocnik, l’altro legale che ha contribuito alla redazione del ricorso assieme al costituzionalista Roberto Louvin. «Sì, impugneremo l’esito delle elezioni. Ciò non avverrà nè oggi, nè domani: c’è tempo sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti. Oltre all’impugnazione, che costiturà un motivo aggiunto al ricorso già presentato, chiederemo anche la discussione nel merito - spiega Mocnik -. Potremmo quasi definirlo un atto dovuto». Damijan Terpin lo definisce, invece, un atto «tecnicamente opportuno. Intendiamoci: non contestiamo il risultato elettorale che è netto. Semplicemente, l’impugnazione è una conseguenza giuridico-tecnica al ricorso».
E il Comune, che dice? Il legale Stefano Piccoli mette in mostra una granitica sicurezza. «Dormiamo sonni assolutamente tranquilli. La prospettiva dalla quale parte il ricorso è completamente sbagliata». Il neosindaco Romoli, invece, apre le porte al dialogo. «Ho sempre creduto e continuo a credere che il ricorso non abbia alcun fondamento come già si è espresso il Tar cassando la richiesta di sospensiva. Mi sembra strano che la Ssk continui su questa strada quando sarebbe più opportuno individuare una soluzione. Da parte mia - annuncia Romoli - c’è assoluta disponibilità a discuterne ma tutti dobbiamo mettere in campo la buona volontà. Invito Terpin a riprendere la discussione sia con il Comune che con la Regione».
«Va ripristinata la legalità che è stata gravemente violata»: è uno dei passaggi-chiave del ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Slovenska skupnopst. Tecnicamente, l’iniziativa è stata promossa da due presidenti uscenti di Consigli circoscrizionali (Walter Bandelj e Lorenzo Persoglia) e dai consiglieri comunali Bozidar Tabaj e Marijlka Korsic. L’avvocato Roberto Louvin, ex presidente della Regione Valle d’Aosta e docente universitario di fama nazionale, ha poi redatto il documento assieme ai legali Damijan Terpin e Peter Mocnik. «La scelta di consentire la permanenza in vita delle circoscrizioni comunali e del rispetto dell’autonomia locale non si collega soltanto all’aspetto amministrativo del decentramento funzionale dell’ente locale, bensì anche alla particolare funzione che le circoscrizioni storicamente assolvono: di tutela delle minoranze storiche».
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