Gli speleo dentro il pozzo trovano acqua limpida e anche uno smartphone

Bonaventura Monfalcone-14.06.2019 Pozzo-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-14.06.2019 Pozzo-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura



Come sia finito uno smartphone sotto piazza dell’Unità d’Italia se lo sono chiesti in molti. Stava lì, tranquillo, sotto i 2 metri d’acqua trovata dagli speleo durante l’ispezione del pozzo. Una struttura che tornerà a rivivere nell’autunno prossimo a Ronchi dei Legionari. Già l’acqua, un’altra curiosità oltre allo smartphone caduto dalla tasca di qualcuno; siamo talmente abituati ad aprire il rubinetto di casa che ci siamo dimenticati come, fino a non molto tempo fa, i nostri antenati per poter disporne in ogni periodo dell’anno si erano ingegnati con metodi tanto, apparentemente, banali quanto funzionali. I pozzi nel terreno che permettevano di raccogliere l’acqua direttamente dalla falda erano ampiamente diffusi. Nelle realtà contadine in primis. Ma non solo.

Poi l’avvento della civiltà urbana decise che questi buchi nel terreno non servivano più. Si decise di sostituirli con i più moderni acquedotti. Il passo successivo fu breve. Così, quasi a voler chiudere con un passato nel quale questi pozzi rappresentavano sia una risorsa sia un disagio, talvolta si decise si metterci, letteralmente, una pietra sopra.

Ma il passato a volte ritorna. È ciò che è successo anche a Ronchi dei Legionari dove, durante i lavori, gli operai hanno visto aprirsi sotto i propri piedi uno di questi preziosi manufatti.

Per poter capire le caratteristiche del pozzo era necessario contattare chi abitualmente frequenta gli ambienti ipogei. Servivano gli speleologi. Ecco che la Società di studi carsici A. F. Lindner, dopo aver chiesto l’autorizzazione all’amministrazione comunale, ha deciso di organizzare l’esplorazione del pozzo. Nei giorni scorsi, con l’aiuto degli altri componenti il sodalizio speleo, Enrico è sceso all’interno della cavità per documentarne le caratteristiche. Le misurazioni hanno permesso di determinarne una profondità totale di 5,50 metri con l’acqua che ricopre quasi un metro il fondo del pozzo, mentre il diametro interno è di 160 centimetri. Ad avvalorare l’utilità storica del pozzo la caratteristica che questo sia stato realizzato con tecniche murarie e che l’acqua, ancora oggi, appare, estremamente limpida. Un intervento tecnicamente semplice. Almeno per chi è avvezzo ad andare in grotta. Che ha, però, regalato piacevoli e inaspettate sorprese. Ad esempio lo smartphone perfettamente visibile in mezzo all’acqua. E non solo. Infatti, al di là dei freddi numeri legati all’esplorazione, l’iniziativa ha destato la curiosità di molte persone che si sono avvicinate e si sono complimentate per ciò che è stato fatto. Un coinvolgimento dei passanti e dei residenti della zona, allietati dal gesto di Paola Pellizzon, titolare dell’omonima panetteria e pasticceria, che con grande generosità ha offerto un rinfresco. Resta da capire di chi era lo smartphone... —



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