Gli storici motorini della Tomos rivivono in Turchia

TRIESTE. Gli incredibili motorini della Tomos non finiscono nel dimenticatoio della storia dopo il fallimento dell’azienda di Capodistria messa in liquidazione dallo scorso 1 dicembre, ma in un futuro quanto mai prossimo “parleranno” turco. I modelli dell’azienda, jugoslava prima e slovena poi, saranno infatti prodotti in Turchia, patria del nuovo partner estero della Hidrie che controlla la Tomos Invest proprietaria a sua volta della Tomos. L’indiscrezione appare sulle colonne del quotidiano Primorske Novice.
Pur se in regime di liquidazione, alla Tomos di Capodistria lavorano ancora sette operai superstiti che un attimo prima del fallimento sono stati trasferiti alla società Perles Gredi. Ora si stanno occupando del montaggio dei motorini hip-hop per le Poste slovene.
Se il contratto non fosse onorato e le due ruote non consegnate ai postini alla Tomos ricadrebbe sul capo una grossa penale. Un lavoro che continuerà sicuramente fino al febbraio prossimo quando dovranno essere approntati i motorini per la seconda fornitura in contratto sempre con le Poste slovene.
Molti prima di quella data, comunque, la Hidrie deciderà quale sarà il suo nuovo partner estero che continuerà a produrre motorini sotto il marchio commerciale Tomos. Offerte a tale proposito sono giunte dalla Serbia, dall’Ucraina e dalla Turchia. E secondo indiscrezioni proprio i turchi avrebbero maggiormente ben impressionato gli sloveni. Matjaž Kandu›, l’ultimo direttore della Tomos targata Kp, conferma che la decisione finale sulla concessione del marchio non è stata ancora presa, ma conferma che ci si sta muovendo nella giusta direzione. Se tutto andrà bene il prossimo marzo il marchio Tomos espatrierà.
Intanto i sette lavoratori superstiti sono basiti. «Il Tomos assemblato in Turchia non sarà come il Tomos costruito qui da noi. Proprio non capiamo perché si doveva liquidare la Tomos se la proprietà sostiene di voler sviluppare il marchio commerciale». Misteri dell’economia globale. Il vero Tomos resterà solo quello fumante prodotto a Capodistria.
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