Gorizia, all’autoporto investimenti per 14 milioni

Fotovoltaico, celle frigorifere e servizi garantiranno gli introiti per compensare il crollo dei ticket (-117mila euro) e i minori contributi incassati (-126mila euro). Previsti la creazione di un “Polo del freddo” e l’aumento della capacità ricettiva del raccordo intermodale
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia Camion autoporto
Bumbaca Gorizia Camion autoporto

È un piano molto ambizioso quello della Sdag, la società che gestisce l’autoporto di Gorizia. Prevede la riqualificazione e il potenziamento delle strutture con investimenti per oltre 14 milioni di euro (fondi residui di osimo, credito agevolato Frie e sistema creditizio) attraverso la messa in sicurezza del complesso; la realizzazione di un impianto di produzione di energia da fotovoltaico (già completato); la creazione di un “Polo del freddo” caratterizzante l’attività dell’autoporto attraverso il raddoppio della superficie disponibile dotata di un’impiantistica d’avanguardia e l’aumento della capacità ricettiva del raccordo intermodale, per favorire nel prossimo futuro l’integrazione dello scalo Sdag con la stazione di Vrtojba, di cui il primo passo è dato dall’attuazione del progetto Tip.

A illustrare i prossimi passi della Sdag è il presidente Giorgio Milocco che non nasconde le difficoltà odierne. «Nel quadriennio 2011/2014 il valore della produzione permarrà praticamente invariato sui 4milioni di euro conseguiti nell’ultimo esercizio ove, dopo aver effettuato accontonamenti ai fondi-rischi per 145mila euro, il risultato ante imposte aveva evidenziato un margine positivo di 175mila euro. La drastica riduzione della redditività del 2012 rispetto al 2011 risulta sostanzialmente da tre fattori significativi: la riduzione degli incassi da ticket per 117mila euro (a fine agosto 2012: 66mila); minori contributi incassati su progetti europei in via di esaurimento per 126mila euro e la ridotta incidenza dell’incremento del valore delle immobilizzazioni con il concorso di lavori interni, per le motivazioni di cui al punto precedente, per 172mila euro». Complessivamente, quindi, ben 415mila euro in meno rispetto al 2011, in parte compensati da maggiori introiti derivanti dal lavoro nei magazzini, l’occupazione delle celle frigo, e dal notevole incremento dei ricavi da fotovoltaico, in presenza di una riduzione dei tassi interesse applicati dal sistema creditizio ai mutui perfezionati a sostegno degli investimenti nell’impianto.

Alle criticità derivanti dall’entrata della Croazia nell’area Schengen, che farà venir meno la necessità di attività doganali per una cospicua quota di veicoli pesanti in transito attraverso il nostro sistema autoportuale, compromettendo definitivamente una cospicua entrata di ricavi che per anni aveva massicciamente sostenuto il conto economico aziendale, ora penalizzato anche nell’andamento dei traffici e nelle locazioni dalla pesante crisi economica in atto, la cui ripresa non è prevedibile in tempi brevi, Sdag sta rispondendo per contrastare queste avversità con azioni diverse, sviluppate su più direttrici. A cominciare, spiega ancora Milocco, dall’«integrazione con l’area autoportuale transfrontaliera slovena anche per uno sviluppo coordinato della funzione retroportuale dei porti di Monfalcone, Trieste e Capodistria e inserimento della Sdag a pieno titolo nella Piattaforma logistica del Nordest (Piano nazionale della logistica) attraverso l’adesione ai progetti europei di cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia in qualità di lead partner (Tip – Transborder integrated platform – gia assegnato per 1.4 milioni di euro». Si procederà alla ricerca e sviluppo attraverso la partecipazione attiva ad ogni possibile altro finanziamento europeo connesso all’attuazione di progetti riguardanti l’attività logistica (Bacino Adriatico, Arco Alpino, etc).

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