«Gorizia deve essere grata a Battello»

L’aula dell’ex Corte d’Assise del Tribunale di Gorizia da ieri è intitolata all’avvocato Nereo Battello, scomparso lo scorso 10 febbraio all’età di 88 anni.
In Italia sono rari i casi di aule giudiziarie dedicate alla memoria di un avvocato. È una chiosa che serve a sottolineare la stretta collaborazione in atto nel nostro Tribunale tra magistrati, giudici e avvocati.
Realtà sottolineata negli interventi ufficiali portati dal presidente del Tribunale, Giovanni Sansone, dal capo della Procura, Massimo Lia e dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Silvano Gaggioli ieri nell’antisala dove si è svolta la sobria ma significativa cerimonia di intitolazione.
Decine e decine gli avvocati convenuti, oltre ad amici e collaboratori di Nereo Battello. Presente tra gli altri il sindaco Romoli e il consigliere regionale Moretti.
«I giudici devono essere i più strenui difensori degli avvocati e viceversa», ha commentato Sansone richiamando poi la sua ventennale conoscenza con l’avvocato Battello.
«Era un piacere conversare con un giurista e un uomo di cultura del suo calibro - ha riferito Sansone - . Di lui ho ammirato svariate qualità ma soprattutto la sobrietà e la convinzione di appartenere, lui avvocato e io giudice, a quella sorta di terra di confine tra il nostro sapere giuridico e tutto quello che ci sta attorno».
Il procuratore Lia ha sottolineato come Battello «ha dato lustro all’avvocatura di Gorizia. È stato una splendida figura di giurista e un grande uomo di cultura. Un avvocato che ha sempre cercato il dialogo con la controparte, dialogo che ritengo uno strumento fondamentale per chi esercita la nostra professione».
Silvano Gaggioli, dopo aver portato i saluti della senatrice Laura Fasiolo (che in Senato aveva commemorato la figura di Battello, anch’esso senatore per due legislature), ha letto un intenso ritratto personale di Battello.
«Per me è sempre stato il senatore, un segno di rispetto per una figura di primo piano non solo di Gorizia. Mi ricordo quando, da giovane praticante, seguivo in Corte d’Appello a Trieste il processo su Peteano. Battello pareva un gigante nel difendere, con altri, imputati che furono giustamente assolti. Era un uomo giusto, talvolta duro ma solo con gli interlocutori che si dimostravano non preparati. Gorizia deve essere grata a Battello».
La cerimonia di ieri ha inoltre confermato il clima di generale rispetto tra i soggetti operanti all’interno del Tribunale di Gorizia.
L’ha ribadito in particolare Gaggioli, ricordando infine quanto importante sia stato il contributo offerto dal senatore Battello nella stesura del nuovo codice di procedura penale, «che ha segnato un fondamentale momento di civiltà». (r.c.)
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