Da Go!2025 all’alluvione: un anno di cronaca tra Gorizia e Monfalcone

In dodici foto il 2025 di Gorizia e provincia: dai lutti per Pizzul e Candotto alla Digital art gallery in Galleria Bombi

Alex Pessotto

Difficile, certo: scegliere dodici fatti per il 2025 di Gorizia e provincia non lo si fa in pochi secondi. E se di fatti occorre individuarne uno per ogni mese è impresa ancor più ardua. Fermo restando che si tratta pur sempre di una scelta opinabile. Ma, sui due eventi principali, di dubbi non ce ne sono molti.

Il primo è la Capitale europea della cultura: inaugurata l’8 febbraio con i Capi di Stato Sergio Mattarella e Nataša Pirc Musar ha portato ricadute per l’intera regione.

E anche altre iniziative di primo piano come il salto con l’asta transfrontaliero e l’apertura della Dag si collegano a Go!2025, come pure, tutto sommato, l’ampliamento della fruibilità del Castello.

Le risorse, comunque, non saranno sempre le stesse e il sindaco Ziberna annuncia per la prima parte del 2026 l’adozione della tassa di soggiorno.

Il secondo principale evento dell’anno, però, è una tragedia: l’alluvione che il 17 novembre ha colpito in primis Brazzano e Versa, causando due morti.

E tra i morti del 2025 vanno ricordati il giornalista Bruno Pizzul e il testimone ronchese dei lager Mario Candotto.

Per il resto, Luca Fasan è stato eletto in aprile sindaco di Monfalcone, dove in giugno, alla Festa del sacrificio, la statua di Gesù è stata coperta da un asciugamano e dove, a settembre, erano saliti a quattro gli infortuni in cantiere nell’ultimo mese.

L’anno, invece, era iniziato con lo smontaggio in Vaticano del presepe di Grado, giunto a Gorizia a fine 2025, altro omaggio alla Capitale. —

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