Gorizia nelle case dei sardi grazie alla trasmissione “Disterrados” su Raitre

Marco Bisiach
Grazie al Circolo dei Sardi, Gorizia è entrata nelle case di migliaia di telespettatori di tutta la Sardegna. È una nuova ribalta televisiva importante – e probabilmente ce ne saranno diverse, lungo la strada che porterà il capoluogo isontino di qui al 2025, anno della Capitale europea della Cultura – quella regalata nei giorni scorsi a Gorizia e all’Isontino da “Disterrados”, la trasmissione in lingua sarda che va in onda ogni domenica mattina su Raitre Bis in Sardegna.
Il format ha fatto tappa in riva all’Isonzo per la prima puntata di un ciclo composto da sei appuntamenti e dedicato ai sardi che hanno lasciato la loro terra per costruirsi un futuro altrove, che racconterà dopo Gorizia anche volti e storie degli emigrati dell’isola a Saronno e a Roma, e poi in altre tre città europee.
A condurre la trasmissione e a visitare la città guidata dal presidente del Circolo dei Sardi di Gorizia Salvatore Garau è stata la cantautrice Maria Giovanna Cherchi, che in chiusura di trasmissione si è esibita in una bella interpretazione della canzone “No potho reposare” proprio all’interno della sede del circolo in corso Verdi, con l’accompagnamento dei musicisti Mariano Balzani e Arturo Ciotta. «È stata un’esperienza fantastica, che contiamo di poter presto ripetere quando un domani, a pandemia passata, la trasmissione tornerà a Gorizia per le riprese di una nuova puntata, questa volta dedicata alla Grande Guerra e agli uomini che l’hanno combattuta – spiega Salvatore Garau –. Ciò che ci inorgoglisce è il fatto di aver regalato una bella vetrina a Gorizia in tutta la Sardegna, visto che “Disterrados” è un format molto seguito e non a caso siamo stati contattati da tantissime conoscenti che vivono nell’isola, dopo la messa in onda della puntata».
La scelta dei produttori è caduta sul circolo goriziano tra gli oltre 70 presenti su tutto il territorio nazionale sia per la sua importanza sia per le tante particolarità che poteva raccontare. Così il presidente Garau ha accompagnato la troupe e la conduttrice nei luoghi più suggestivi della città, a partire da quella piazza Transalpina che è stata simbolo delle sofferenze del secondo Dopoguerra e oggi lo è della nuova Europa, con vista sull’avventura congiunta di Nova Gorica e Gorizia a Capitale europea della Cultura 2025. Poi Cherchi e Garau sono stati anche all’Ossario di Oslavia e al Sacrario di Redipuglia, oltre che alla Trincea delle Frasche di San Martino del Carso dove proprio il Circolo dei Sardi si è impegnato nelle ultime settimane nel restauro del cippo che ricorda l’impresa della Brigata Sassari, che durante la Prima Guerra Mondiale a San Martino conquisto una delle vittorie sul campo alle quali si deve oggi la sua fama.
«Siamo un po’ i custodi di quel luogo, ed è stato un piacere per noi poterlo valorizzare – spiega ancora Garau –, così come abbiamo voluto fare con tutte le eccellenze goriziane, per farle conoscere ai sardi, e così come da sempre facciamo qui a Gorizia per promuovere e conservare la cultura sarda». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








