Il ministero accoglie la richiesta del prefetto di Gorizia: trasferiti 60 migranti

La lettera di Fedullo inviata dopo i bivacchi continui in città

Francesco Fain
Migranti nel piazzale della Casa Rossa in attesa del permesso di soggiorno
Migranti nel piazzale della Casa Rossa in attesa del permesso di soggiorno

Sessanta migranti saranno trasferiti nei prossimi giorni da Gorizia verso altre località della penisola. È la prima risposta concreta alla richiesta avanzata dal prefetto Ester Fedullo al Ministero dell’Interno per alleggerire la pressione sul sistema di accoglienza dell’Isontino, dove le strutture risultano ormai sature. Tra queste anche il Cara di Gradisca d’Isonzo. La necessità di incentivare i trasferimenti era stata anticipata dalla stessa prefetta, che aveva sottolineato il bisogno di una strategia capace di ridurre il carico sul territorio goriziano.

 

Il prefetto Fedullo scrive al Ministero: «I migranti vanno trasferiti da Gorizia verso altre regioni»
I bivacchi in piazza Vittoria a Gorizia

Il sindaco

A rendere noto il provvedimento è il sindaco Rodolfo Ziberna, che negli ultimi giorni aveva più volte portato all’attenzione del governo le preoccupazioni legate alla presenza di migranti in alcune aree della città. Il riferimento è soprattutto ai bivacchi notturni segnalati nel piazzale della Casa Rossa, nel quartiere di Sant’Anna, ma anche nella zona del parco di Piuma, a ridosso dell’Isonzo.

«Ringrazio il prefetto Ester Fedullo per questo risultato», afferma Ziberna, definendolo «frutto del lavoro di squadra tra la Prefettura e tutte le forze dell’ordine che, ogni giorno, presidiano il nostro territorio con dedizione assoluta e professionalità». Per il primo cittadino, il trasferimento rappresenta un intervento di peso, considerato il numero delle persone coinvolte e la conseguente riduzione della pressione sulle strutture e sul territorio. Parallelamente prosegue l’attività di controllo della Polizia locale. Nei giorni scorsi gli agenti hanno effettuato un intervento proprio al piazzale della Casa Rossa, dove sono stati emessi tre Daspo urbani. I destinatari sono stati invitati ad abbandonare l’area, in applicazione dell’ordinanza comunale che vieta di trascorrere la notte a terra.

Si tratta però di provvedimenti distinti, che intervengono su aspetti diversi di una situazione più ampia.

Ziberna attribuisce il risultato al confronto con il governo: «L’operazione messa in piedi dalla Prefettura e dal Ministero dell’Interno è la dimostrazione concreta di come il dialogo istituzionale e la collaborazione consentano di ottenere risposte immediate per la tutela dei cittadini».

Bivacchi sotto la struttura Go!Pharus a Gorizia: il Comitato insorge, il sindaco valuta le reti
La situazione sotto l'obelisco di Go!Pharus nella mattinata di martedì 1 settembre

L’europarlamentare Cisint

Sul provvedimento interviene anche Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, che ringrazia il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni «per la sollecitudine con la quale si è attivato» a seguito della richiesta di ridurre la pressione legata alla presenza di migranti nel territorio goriziano. Cisint collega il trasferimento alle politiche nazionali ed europee sul contrasto agli arrivi irregolari e alla gestione della rotta balcanica, citando anche il rafforzamento dell’azione di Frontex e il nuovo regolamento europeo. Intanto, sul fronte cittadino, il Comitato decoro chiede interventi più strutturali.

I residenti segnalano un frequente passaggio di migranti nell’area verde attorno alla sede goriziana dell’Università di Trieste, ipotizzando che la zona venga utilizzata anche per bisogni fisiologici. Una situazione che, secondo il comitato, evidenzia il degrado di uno spazio che potrebbe invece essere valorizzato. Tra le proposte avanzate c’è anche la realizzazione di un percorso pedonale capace di collegare il Castello alla Casa Rossa, passando per via del Colle, via Rastello e le piazze Sant’Antonio e Cavour.

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