Gottardo e Galasso verso la Paritetica Sfuma l’ipotesi Saro

Serracchiani dubbiosa sulla nomina dell’ex senatore del Pdl Strizzolo in pole. E Tondo convoca un vertice sulle nomine
Di Marco Ballico
ANTEPRIMA Palmanova 12 gennaio 2008. Forza Italia. Telefoto Copyright / Foto Agency Anteprima Udine
ANTEPRIMA Palmanova 12 gennaio 2008. Forza Italia. Telefoto Copyright / Foto Agency Anteprima Udine

TRIESTE. Adesso che c’è una scadenza, il 21 ottobre alle 17, l’ora del tè, per il deposito delle nomine consiliari alla Paritetica Stato-Regione, il centrodestra decide di ritrovarsi dopo essere andato sin qui in ordine sparso. Lo farà giovedì prossimo, con il portavoce Renzo Tondo a gestire le operazioni e due ipotesi già in pole position per l’incarico in commissione: Isidoro Gottardo e Daniele Galasso. Nomi di peso, trattandosi di una partita politica di non poco conto, mentre sul fronte della maggioranza vengono date in ribasso le azioni di Ferruccio Saro e in decollo quelle di Ivano Strizzolo.

Di Saro alla Paritetica si è parlato in sottofondo per tutta l’estate. Qualcuno non ci può credere, qualcun altro parla di “realpolitik”. Debora Serracchiani non ha mai confermato, il diretto interessato si è tirato fuori, ma la voce non è mai evaporata visto l’endorsement in prossimità delle elezioni dell’ex senatore pidiellino e la sua indubbia esperienza sull’asse Roma-Trieste. Soprattutto su tematiche legate all’autonomia regionale. Non sorprende, tuttavia, che l’operazione, quando i tempi stringono, venga ritenuta non poco complicata nell’ambiente della maggioranza. Certo, la presidenza della Regione ha una parola determinante nelle nomine della Paritetica, ma nel Pd non mancherebbero gli imbarazzi nell’immaginare promosso chi è stato per anni un avversario prima in Regione poi in Parlamento. Strizzolo, al contrario, sarebbe uomo d’area. Un leale uomo d’area. L’ex parlamentare ha vissuto fianco a fianco con Serracchiani la campagna elettorale e vedrebbe così riconosciuta la sua fedeltà. Insomma, i bookmaker oggi sono più per lui che per Saro anche se, in realtà, non si parla, non ancora, di presidenza.

Entro il 21 in Consiglio verranno resi noti i tre rappresentanti regionali alla Paritetica. Due della maggioranza, uno dell’opposizione. Dopo il voto di fine mese in aula, sarà il governo a nominare i tre membri statali, solitamente alti dirigenti ministeriali. E solo a quel punto, su indicazione nazionale ma con la condivisione della presidenza del Fvg, sarà indicato il numero uno del prossimo mandato alla Paritetica. Per ora, dunque, si parla solo di candidature per formare la squadra. Con Strizzolo, e Saro, sono in corsa anche l’uscente Leopoldo Coen, costituzionalista, e l’ex presidente del Consiglio regionale in era Illy Alessandro Tesini. Con un paletto: in casa Pd si lavora per evitare una doppia indicazione udinese.

Ma i nomi si fanno anche a centrodestra. E la riunione della coalizione Tondo ha in agenda pure questo tema. Si tratta di sostituire Manlio Contento, che fu nominato presidente della commissione dal governo ma era di fatto espressione del territorio, e Pietro Fontanini. Al loro posto potrebbe subentrare uno tra l’ex capogruppo del Pdl Galasso e l’attuale coordinatore regionale Isidoro Gottardo, che verrebbe sponsorizzato soprattutto a Trieste.

Un’altra partita aperta è quella del Corecom. Anche in questo caso, presidenza a parte (posto ormai sicuro per l’ex direttore regionale Rai Giovanni Marzini), maggioranza e opposizione si divideranno le poltrone in consiglio. Se il centrosinistra tiene le bocche cucite, sull’altro fronte circolano due nomi, quelli dell’ex consigliere pidiellino Santin, che però potrebbe risultare ineleggibile stando ai vincoli del decreto Monti che limita di molti gli incarichi agli uscenti nei due anni successivi all’ultimo giorno di mandato, e dell’amministratore di area Lega Danilo Slokar. Il centrodestra, stando all’ordine del giorno dettato da Tondo e valido, oltre che per il Pdl, per Lega Nord e la civica Autonomia responsabile, si confronterà anche sulla riforma degli enti locali, cercando un’intesa soprattutto sul futuro delle Province (il voto del prossimo anno a Pordenone è un nervo scoperto) e sui temi della sanità, con la giunta Serracchiani che ha già impostato un intervento che incenerisce la riforma della scorsa legislatura. Approfondimento, inoltre, sulla linea politica della coalizione. Massimi sistemi? Si vedrà.

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