Grado, si stringe il cerchio sul rapinatore postale

Alla perquisizione di una casa in via Volta saltano fuori «elementi utili», ma il denaro non si trova. Nel mirino l’inquilino
L'ufficio postale di via caprina a Grado poco dopo la rapina
L'ufficio postale di via caprina a Grado poco dopo la rapina

GRADO. Stretta finale. Potrebbero essere davvero a una svolta le indagini dei carabinieri sulla rapina all’ufficio postale di via Caprin a Grado, dove venerdì mattina un malvivente col volto travisato da un passamontagna è entrato armato di coltello e, dopo aver minacciato direttrice e sportelliste, è fuggito a piedi con quasi 6mila euro di bottino.

 

Rapina a Grado alla posta centrale
Gli uffici postali di via Caprin a Grado in cui è avvenuta la rapina (Foto Bonaventura)

 

La perquisizione di un alloggio in via Volta, vicino alla zona di piazza Carpaccio dove sostano le corriere, ha fornito «elementi utili» ai carabinieri del Nucleo investigativo di Gorizia, coordinati dal maggiore Pasquale Starace, cui sono affidate le indagini assieme ai militari di Grado, comandati dal luogotenente Marco Revelant. Potrebbe trattarsi di altri indumenti (giubbotto, passamontagna e lama, ricordiamo, erano stati gettati nei rifiuti dal rapinatore) indossati dal ladro al momento della rapina e immortalati dalle telecamere del circuito di videosorveglianza. Manca ancora all’appello, però, la “prova regina”: il denaro, al momento non recuperato. Dove è stato nascosto?

Nel mirino degli inquirenti è finito l’inquilino dell’appartamento perquisito, un 45enne italiano che abita fuori regione, attualmente ancora a piede libero, ma sospettato dall’Arma di essere l’autore di almeno due colpi a Grado: quello appunto dell’ufficio postale in centro e, un paio di settimane prima, il furto in una sala scommesse dell’Isola. In entrambi gli episodi l’attività investigativa dei carabinieri avrebbe individuato punti di contatto. Ma a quanto pare l’attenzione è concentrata anche su due rapine avvenute nell’arco di una settimana alle poste del Villaggio del Sole, in piazzale But, a Udine. In questo caso, il collegamento, è solo ipotetico. Ma la pista necessiterà di approfondimenti nelle prossime ore, che potrebbero essere cruciali.

 

Nel cassonetto il coltello del rapinatore
L'ufficio postale di via caprina a Grado poco dopo la rapina

 

Un apporto fondamentale, in questo caso, verrebbe dalle telecamere installate a Grado. Una quindicina quelle che rimandano le immagini h 24 sui monitor della stazione dei carabinieri. Proprio Revelant, in passato, era stato uno dei più forti sostenitori della necessità di implementare il sistema di videosorveglianza cittadino che, a quanto pare, sta dando i primi frutti, vedi anche il recente caso dei topi d’automobile nomadi, rintracciati dall’Arma. Tornando alla rapina, i militari stanno attentamente vagliato i filmati estratti dalle telecamere: un paio quelle risultate utili. Ma si è registrato anche il prezioso contributo dei cittadini, visto che alcuni albergatori hanno fornito le immagini del proprio circuito interno.

I carabinieri sono «fiduciosi» di riuscire a stringere il cerchio sull’autore degli ultimi episodi criminosi, tutti - si ipotizza - perpetrati con modus operandi simile. Il rapinatore delle Poste potrebbe avere davvero le ore contate.

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