Grozzana, incontro ravvicinato con l’orso

«Era buio e ho visto un bel bestione a quattro zampe, posizionato di schiena. Quando sono andato a prendere la torcia e il cellulare per fare una foto al cinghiale, l'animale si è girato e si è alzato di scatto: altro che cinghiale, davanti a me avevo un orso». Virginio Abrami, gestore assieme alla moglie Vilma dell'Azienda agricola di apicoltura a Grozzana, è ancora stupito. Lui, cacciatore per hobby, nato nel rietino ma da 42 anni residente nella frazione del Comune di San Dorligo della Valle a un centinaio di metri dall'ex valico di Pese, un orso non l'aveva mai visto. L'incontro ravvicinato che non ti aspetti di fare, nemmeno se abiti nel Carso triestino, è avvenuto pochi giorni fa, di sera. Inizialmente Abrami non voleva divulgare la notizia per non allertare i compaesani. Ma poi, si sa, le voci corrono.
«Erano circa le 22, io ero seduto sul divano. Ad un certo punto Kira, il nostro cane meticcio di 5 anni e mezzo, ha iniziato ad abbaiare molto forte. Poco dopo anche Peggy, l'altra bastardina più piccola, ha iniziato a fare lo stesso. Un chiaro segnale che qualche animale gravitava non troppo distante da casa nostra». I coniugi Abrami, abituati alla presenza di caprioli, volpi, lepri e cinghiali, non si allarmano più di tanto. «Ho provato a chiamarli ma inizialmente non ha sortito alcun effetto, poi ho visto Kira indietreggiare e sono tornato in casa. Poco dopo i cani hanno di nuovo abbaiato e quindi sono uscito nuovamente fuori e ho visto a circa 6 metri da me sull'asfalto un bel bestione, di schiena, che andava lentamente verso il paese. Convinto si trattasse di un cinghiale, sono tornato in casa per prendere il cellulare e una torcia. Io, che per hobby faccio il cacciatore, volevo immortalare il cinghiale e farlo vedere poi ai miei amici. Come mi sono avvicinato, però, la bestia si è girata e venuta verso il cancello d'ingresso e si è alzata: e lì ho visto che era un orso». Virginio entra di corsa nella propria abitazione. Nel frattempo il ragazzo della figlia dei coniugi Abrami scorge dalla finestra il plantigrado spostarsi verso l'orto. «Con la luce puntata addosso, l'orso si è alzato nuovamente, entrando con la testa dentro la mia proprietà. Era giovane, tra i 100-120 kg di stazza, affamato, ma fortunatamente mansueto. Per fortuna sono riuscito a far entrare tutti in casa, compresi i cani». Poi dell'orso si sono perse le tracce.
Intanto Silvia, la figlia degli Abrami, rientrata (con molta cautela) dal lavoro, inizia a cucinare della carne per cena. Attratto evidentemente dall'odore, l'orso ritorna alla carica e inizia a battere con il muso e le zampe sulla canna fumaria della cucina. «Attorno all'una di notte lo abbiamo visto finalmente andare via, verso il monte Cocusso, luogo dove in seguito è stato avvistato dalla Forestale». Col senno di poi Abrami si dichiara fortunato: «In realtà l'orso era molto tranquillo, anche se chiaramente affamato, e infatti ho temuto più per il furgone pieno di melari o per le api che distano a circa 200 metri dalla nostra abitazione, ma fortunatamente non ha causato alcun danno».
L'incontro ravvicinato con l'uomo da parte dell'orso sul Carso triestino appare indubbiamente una cosa rarissima. Anche se da queste parti si erano già avuti un paio di avvistamenti. L'ultimo, spiega sempre Abrami, risale a una decina di giorni fa dietro a Basovizza. «L’ha visto un mio amico cacciatore, ma si trattava di un esemplare più adulto». Meno rara invece la presenza di orme ritrovate in più occasioni sia Grozzana sia a Draga Sant'Elia.
Riccardo Tosques
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