Higgs, in arrivo alla Sissa il “papà” del bosone

A settembre lo scienziato che nel 1964 intuì l’esistenza della “particella di Dio” riceverà un dottorato honoris causa. Incontri anche col team del Cern di Ginevra
Di Gabriella Ziani
Udine 24 genniao 2013. Premiio Nonino 2013. Peter Higgs. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press
Udine 24 genniao 2013. Premiio Nonino 2013. Peter Higgs. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press

Lo scienziato oggi più celebre e celebrato, candidato al prossimo Nobel, di cui con un po’ di enfasi si dice che ha scoperto la “particella di Dio” della quale adesso al Cern di Ginevra si è trovata prova (per Margherita Hack, si è trovato “Dio stesso”) sarà a Trieste, alla Sissa, il 26 settembre, dove è stato invitato per ricevere un dottorato di ricerca honoris causa. Peter Ware Higgs, fisico teorico all’Università di Edinburgo, che nel lontano 1964 intuì in via teorica che i misteri della materia esistente non potevano essere spiegati che ipotizzando l’esistenza di un “bosone” capace di creare la massa di cui tutto, e noi stessi, siamo fatti, terrà una prolusione nella sede della Sissa «in un incontro aperto a tutta la comunità accademica e alle autorità certamente - annuncia Guido Martinelli, il direttore -, stiamo ancora concordando se sarà possibile organizzare pure un incontro pubblico, attendiamo la risposta di Higgs. Noi però abbiamo solo 500 posti...». Lo scorso anno l’evento riguardò il linguista Noam Chomsky, e la città impazzì d’entusiasmo.

Il “bosone di Higgs” ha tenuto la scienza col fiato sospeso per 50 anni e un anno fa al Cern il più grande acceleratore di particelle del mondo ha dato la risposta tanto attesa: sì, il bosone di Mr. Higgs esiste. La scoperta ha dato fama anche a Fabiola Giannotti, la fisica italiana a capo dell’esperimento Atlas che ha portato al risultato finale, ma pari merito va a Guido Tonelli, fisico dell’Università di Pisa che ha seguito fasi precedenti. E anche Giannotti e Tonelli saranno alla Scuola superiore di studi avanzati. Arrivano a Trieste il 23 settembre, in un incontro aperto stavolta certamente anche al pubblico. Spiegheranno la sequenza di esperimenti che hanno condotto, e diranno fino a che punto possiamo essere sicuri che il “bosone di Higgs”, che il professor Higgs deplora sia soprannominato “la particella di Dio” perché si professa ateo, sia stato davvero individuato, dimostrando il “punto di nascita” del mondo materiale esistente.

«Siamo molto orgogliosi - dice Martinelli -, è una cosa eccezionale, perché Higgs era stato invitato contemporaneamente al Cern di Ginevra e a Trieste, e ha scelto Trieste, ha accettato la nostra proposta».

Ma nell’arco di pochi giorni Trieste ospiterà grazie alla Sissa tutto intero il “team” del Cern, che lo scorso anno già fu premiato con il Nonino mettendo in grande visibilità Fabiola Giannotti, la scienziata con diploma di Conservatorio che ha coordinato 3000 ricercatori provenienti da 38 paesi.

«Lei è anche una donna - commenta Martinelli - e si è trovata al posto giusto nel momento giusto, Tonelli è meno sotto i riflettori, aveva guidato una fase precedente del progetto, ma non ha certo minori meriti». A entrambi la Sissa consegnerà un premio.

Higgs, che all’annuncio della scoperta si era lasciato scappare comprensibili lacrime di commozione, è adesso appunto fra i più certi candidati al Nobel, e non c’è dubbio che sarebbe un doppio grande evento se anche i cittadini potessero ascoltare le sue parole. Per Chomsky, certo un mito ma non quanto adesso Higgs, si dovette cambiare sede giorno dopo giorno, fino a trovare nel Politeama Rossetti l’unica sede abbastanza capiente per un numero così elevato di spettatori iscritti in lista.

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