I BOLLETTINI DEL MINISTRO
Il bollettino della "guerra ai fannulloni", che quasi ogni giorno il ministro Renato Brunetta emette, riporta dati che impressionano: l’ultimo ci dice che in luglio le assenze per malattia sono calate del 37,1% nella pubblica amministrazione. Il doppio di quanto rilevato in giugno e il quadruplo di maggio. Numeri che lasciano un po’ scettici perché le serie statistiche devono essere composte da dati fra loro omogenei e hanno bisogno di più tempo per essere raffrontabili.
Inoltre le cifre del ministro differiscono notevolmente da quelle annualmente registrate della Ragioneria generale dello Stato, osservano i sindacati. C’è chi sottolinea che per certe categorie - vedi gli insegnanti le cui cattedre sono state tagliate - il problema non si porrà più: rimarranno semplicemente a casa, disoccupati.
Stando ai bollettini di Brunetta, il semplice annuncio di sanzioni avrebbe già ripopolato gli uffici. In Italia i pubblici dipendenti non sono popolarissimi e quindi la campagna del ministro "morde". Va detto che i loro stipendi sono più bassi, mediamente, di quelli del settore privato e che per mezzo secolo la Dc, ha praticato la politica del "ti assumo, ti pago così così, fa quello che puoi". Sbagliatissima. La burocrazia che aveva saputo costruire Giovanni Giolitti, e di cui si avvalsero poi il fascismo e l’Italia dell’epica ricostruzione postbellica, era di prim’ordine, ben pagata, qualificata e produttiva.
Oggi essa è spesso sottopagata (il direttore di un grande museo non arriva a 1.500 euro al mese), quindi meno qualificata e meno produttiva. Mi pongo tuttavia una domanda: queste quotidiane bordate del ministro accresceranno la produttività della Pubblica Amministrazione o riempiranno soltanto un po’ di scrivanie dietro alle quali prenderanno posto dipendenti i quali non sanno poi bene cosa fare? Mi si risponderà: intanto vadano a lavorare. Së, non difenderò certo io gli specialisti del certificato medico, del caffè prolungato, della spesa al supermercato del ministero.
Ho però l’impressione che dietro questo bombardamento mediatico non passi quella riforma dello Stato che attendiamo da decenni e che non è mai stata varata con convinzione. Le Regioni si sono gonfiate anch’esse di personale perché, invece di programmare e coordinare, hanno preteso di gestire in prima persona, ripetendo su scala regionale un centralismo prima soltanto romano. Insomma, va benissimo stanare i veri fannulloni, ma non mi pare che sparare tutti i giorni nel mucchio serva a creare il clima adatto per far lavorare meglio la Pubblica amministrazione nell’interesse di noi cittadini.
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