I cacciatori di vinili rari invadono Chiarbola tra cover “grunge” e trattative da capogiro

IL RADUNOUna domenica uggiosa, ieri, per chi intendeva farsi una passeggiata fuori porta. Per gli organizzatori della Mostra mercato del disco invece c’era il sole all’interno del palazzetto di...
Foto BRUNI 25.11.2018 Chiarbola: fiera del disco
Foto BRUNI 25.11.2018 Chiarbola: fiera del disco

IL RADUNO



Una domenica uggiosa, ieri, per chi intendeva farsi una passeggiata fuori porta. Per gli organizzatori della Mostra mercato del disco invece c’era il sole all’interno del palazzetto di Chiarbola, per uno degli appuntamenti più apprezzati dai musicofili di Trieste e dintorni. Già di primo mattino infatti il parcheggio all’esterno dell’impianto era al limite. E dentro il palazzetto ecco centinaia di persone di tutte le età a celebrare uno dei riti più appassionanti: la ricerca del vinile sognato da tempo. Tutti accalcati attorno ai bancali dove una settantina di espositori avevano disposto accuratamente la propria merce.

Giunta alla sua 17.ma edizione, per l’ottima organizzazione dei volontari dell’associazione culturale Musica Libera, la kermesse è sembrata tra le più affollate di sempre.

«La clientela era prevalentemente formata da appassionati “veterani” – osserva Iglibel De Candia, tra gli espositori più gettonati del parterre – ma non sono mancati i giovani, piuttosto interessati a rap e ska». Assente la musica classica, sono state le diverse correnti del rock ad attirare i cercatori di rarità ed “ellepì” d’annata. Ivan Rongione, assieme all’amico Leonaro Vecchiet, spazia tra i generi d’avanguardia fino al jazz più sperimentale.

«Ci piace sentire la musica girando e rigirando tra le mani copertine e informative – spiegano – ma ogni luogo è buono per ascoltare un nuovo disco».

Francesca e Roberto Finocchiaro sono a caccia di vinili e cd di musica italiana: «Amiamo particolarmente i cantautori, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Francesco de Gregori. Oggi però abbiamo scovato un bel cofanetto dei Nomadi, uno dei complessi più importanti della musica italiana degli ultimi 50 anni». Branko arriva da Ancarano. «Sono diversi anni che vengo alla mostra e trovo sempre qualcosa di interessante. Sono un cultore del rock progressivo internazionale e italiano. Oggi torno a casa con un singolo dei King Crimson che mancava alla mia collezione». Diversi musicofili sono poi giunti a Chiarbola per rintracciare materiali di un solo e ben preciso genere. Matteo Nascig, ad esempio, è un estimatore di quel grunge di cui i Nirvana risultano ancor oggi gli esponenti più noti. Matteo apprezza anche l’alternative metal e, tra i suoi acquisti, spicca un cd degli Stone Sour, gruppo statunitense che ha preso il nome nientepopodimenoche da un cocktail che, tradotto, significa “acido di pietre”.

Alle spalle dell’espositore Franco Nuzzo fanno bella mostra, appese a un pannello, preziose copertine di alcuni classici del progressive italiano. «Se ho fatto buoni affari? Non c’è male», risponde. E fa sapere di aver venduto a un collezionista un’autentica rarità: il primo e unico microsolco dei “Capitolo Sei” intitolato “Frutti per Kagua”. L’acquirente non ha badato a spese, scucendo, uno sull’altro, ben 1.100 euro. Tanto può la passione per quelle benedette sette note. Per quella Musica il cui linguaggio si esprime attraverso decine di meravigliosi dialetti. —



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