I cattolici si dividono sul diritto a non emigrare evocato da Crepaldi

Mastrociani (Acli): «Mi ritrovo nella sua dottrina sociale» Codega: «Chiaro il riferimento al pensiero di Papa Ratzinger» Magnelli: «Non è la mia Chiesa»
Silvano Trieste 2018-11-01 Cattedrale di San Giusto, S.S. Messa Ognissanti
Silvano Trieste 2018-11-01 Cattedrale di San Giusto, S.S. Messa Ognissanti

«L’arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, smentisce il direttore del giornale “La Verità ”. Non ne dubitavamo. Il titolo, virgolettato, apparso l’altro ieri sul quotidiano di Belpietro, a nome del presule di Trieste aveva spiazzato tutti: “Non esiste alcun diritto di emigrare”. Con tanto di ringraziamento di Salvini. In realtà è stato stracapito il pensiero di Crepaldi. Un pensiero che si rifà al ragionamento di Papa Benedetto XVI: “Va riaffermato il diritto a non emigrare”». Franco Codega, coordinatore del Forum Accoglienza, Convivenza e integrazione del Pd di Trieste e una vita passata nelle Acli, sintetizza bene il corto circuito del mondo cattolico dopo l’intervista del vescovo a “La Verità”.

«Non mi fermo mai ai titoli. Ho letto l’ultimo documento scritto da Crepaldi sulla dottrina sociale delle Chiesa dove si parla di emigrazione. E in quel pensiero mi ci ritrovo», spiega Erica Mastrociani, presidente regionale delle Acli. Rimane però la questione dell’accoglienza che Crepaldi evita per tutta l’intervista. «Noi come Acli siamo in prima linea per l’accoglienza. Il fenomeno migratorio non è un’emergenza. Stiamo parlando di esseri umani. Emigrare non è un diritto in sé, ma esiste all’interno di un sistema di diritti e doveri», aggiunge Mastrociani. «È in perfetta linea con Papa Francesco. L’accoglienza è cristiana, ma prima di tutto bisogna, come chiedono molti vescovi africani, evitare le partenze», assicura il fedele mariano Salvatore Porro, consigliere di Fratelli d’Italia. «Grande il mio vescovo», commenta il pugile ultra cattolico Fabio Tuiach.

Ma la precisazione di Crepaldi sul «titolo fuorviante» non cancella tutte le perplessità. «Non mi ritrovo nelle sue parole che, nonostante la precisazioni, non tengono conto delle condizioni terribili da cui scappano queste persone. Altro che il diritto a non emigrare, qui c’è la necessita di scappare. Io ringrazio sempre coloro che si sporcano le mani e rischiano la vita per salvarli», spiega Silvano Magnelli, coordinatore dell’assemblea “Insieme per l’Europa”.

Ancora più duro il teologo Vito Mancuso. «Nessuno stupore da parte mia: esiste un’anima nera del cattolicesimo, la stessa dei roghi di libri e di persone. Il Bene non è nessuna religione, tutte si devono convertire al Bene», twitta a caldo il teologo Vito Mancuso. —

Fa.Do.

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