I fedelissimi al sole anche d’inverno «Relax e quattro chiacchiere insieme»

le voci
Al Pedocin c’è chi si gode la tintarella tutto l’anno, anche nei mesi invernali. Ma in queste giornate di sole, sia nella parte maschile che in quella femminile, spuntano anche i primi costumi da mare. I più coraggiosi passeggiano nell’acqua bassa, nel rispetto comunque del divieto di balneazione ancora in vigore.
Per molti il bagno Lanterna, di proprietà del Comune di Trieste, è come una seconda casa, dove ritrovare gli amici di sempre, che in alcuni casi sono storici, ormai da decenni habitué della spiaggia, dove rilassarsi in compagnia o da soli. Tra gli uomini, parlando con il gruppo di amici che anche ieri si dedicava all’abbronzatura, c’è quasi una gara per capire chi frequenta da più tempo lo stabilimento. «Fedelissimo da 60 anni – racconta Stefano Spedicati –, è un punto dove darsi appuntamento, in qualsiasi stagione. È chiaro che d’estate si viene più spesso, ma anche le giornate d’inverno, con sole e bel tempo, non mancano, ed è un piacere stare qui, insieme». E l’uomo mostra alcuni documenti, salvati sul cellulare, che ricordano il suo legame speciale con il Pedocin. «In passato venivo anche per sentirmi meglio, con tanto di certificato medico rilasciato per l’elioterapia. L’ultimo – fa vedere sullo smartphone – è del 1984. Insomma stare qui – sottolinea – fa davvero bene».
Quasi tutti sono già in costume, qualcuno, più freddoloso o previdente, è vestito ma sdraiato rigorosamente con il viso rivolto verso il sole. «Io vengo qui almeno da 50 anni – spiega Dino de Palma – e sono uno di quelli che ha chiesto a gran forza, e ottenuto, l’apertura domenicale sempre, considerando che anche a dicembre e a gennaio, ad esempio, ci sono giornate meravigliose. Qua si chiacchiera, si gioca a carte ma – precisa – in pochi, non più in tanti come prima del Covid, perché siamo attenti a evitare assembramenti. Massimo rispetto per le regole».
Sorridono tutti invece alla domanda se davvero viene sempre rispettato il divieto di balneazione fuori stagione, non essendoci il servizio di assistenza del bagnino. Tra i “giovani” del gruppo c’è poi Damiano Papagno. «Vengo al Pedocin “solo” da 30 anni – ricorda –: prima per portare i bambini al mare, da piccoli, poi quando sono cresciuti e hanno scelto altre mete, io invece ci sono rimasto e continuo. C’è una tranquillità stupenda, sono vicino a casa, a pochi passi dal centro, c’è anche la comodità di arrivare in pochi minuti. E poi ci sono i bagnanti affezionati, con i quali scambiare qualche parola e che sono sempre presenti. Ormai ci conosciamo tutti».
Più affollata, ieri, come peraltro di consueto, la parte femminile. «Ci siamo messe già il costume a gennaio – dicono alcune amiche, con un’abbronzatura invidiabile – e ci siamo attrezzate ormai con lettini e sdraio. Al sole si sta bene, magari ogni tanto bisogna sistemarsi in zone più riparate, ma è uno spazio amatissimo da tante tutto l’anno». «Siamo a marzo – aggiunge un’altra donna – ma sembra già un assaggio d’estate». Anche qui c’è chi ha decenni di ingressi continuati alle spalle. «Da quando vengo qui al mare? Da sempre – commenta Rosanna Dudine –, appena si può e fin che dura. C’è una sensazione di relax unica, e siamo una grande famiglia. Preferisco, per il momento, le ore centrali della giornata, le più calde, poi sicuramente mi fermerò di più. Perché qui chiudo gli occhi – conclude – e mi sento benissimo». —
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