I quattro simboli dal mondo contadino alle battaglie con le fionde fra ragazzi

All’inizio per Giuliano Cecone c’erano i pezzi di legno e i ciottoli levigati dall’Isonzo. Poi, però, una volta ereditati i tantissimi attrezzi agricoli del suocero, ha iniziato a lavorare sugli oggetti di uso quotidiano, trasformati in creature fantastiche o personaggi della letteratura, come Don Chisciotte e Sancho Panza. Ma anche in figure capaci di ricordare la storia e le tradizioni. A Turriaco al centro della rotatoria tra via Pordenone e via Diaz c’è quindi “El Famèi”, simbolo di un mondo contadino ormai scomparso, e al confine con Pieris più di recente è stato collocato “El Fiondér”, a ricordo delle epiche battaglie con le fionde tra i ragazzini di Turriaco e quelli di Pieris. Proprio al suo paese di origine, Cecone ha regalato “El sestér”, che, collocato a ridosso della Casa delle associazioni di Pieris, vicino al municipio, parla dei cestai, lavoro tipico in passato per chi abitava a ridosso dell’Isonzo, e un “fiore” realizzato con le pale dei “caradori”, che invece raccoglievano e trasportavano la ghiaia del fiume.

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