I senegalesi di Trieste in festa fino all’alba per la nascita del Profeta

Caftani dai colori sgargianti, versetti del Corano ripetuti in coro, il tradizionale caffè del Senegal servito a tutti. La sala della Piccola Fenice si è trasformata in un luogo di preghiera per i musulmani di Trieste e del Friuli Venezia Giulia l’altra notte, in occasione della festa organizzata per celebrare la nascita del Profeta Maometto. Dalle 20 alle 2 di notte, africani di numerosi Paesi, in maggioranza senegalesi e in gran parte residenti in città - anche se si sono viste delegazioni arrivare pure dall’Isontino, dal Friuli e dalla vicina Slovenia -, hanno ricordato colui che è considerato l'ultimo esponente di una lunga tradizione profetica, entro la quale occupa, per i musulmani, una posizione di assoluto rilievo.
Indicato come Messaggero di Dio e Sigillo dei profeti, Maometto sarebbe stato incaricato da Dio stesso, per il tramite dell’angelo Gabriele, a predicare l’ultima Rivelazione all’umanità. «Quest’occasione - hanno spiegato gli organizzatori dell’evento, che solitamente era ospitato in altre sale della città - corrisponde in qualche modo a quello che per i cattolici è il Natale, nel senso che si ricorda la nascita del più importante profeta della nostra religione».
Tradizionalmente, nei Paesi musulmani, le preghiere si protraggono per tutta la notte; in questo caso la possibilità di utilizzare la storica sala di via san Francesco era limitata alle 2 e gli africani che hanno dato vita al rito hanno accettando di buon grado la limitazione. Questo non ha comunque influito sulla grande intensità religiosa dell’incontro. Al centro della sala si sono sistemati, ovviamente privi di calzature, come prescrive la religione musulmana, coloro che davano il via ai canti e alle preghiere. Si sono così alternati numerosi gruppi alla guida della serata, circondati da un popolo che, col passare delle ore, è diventato via via sempre più numeroso.
Al culmine delle celebrazioni, si sono contate più di 300 persone, prevalentemente uomini, che non hanno avuto timore di sfidare il maltempo che ha imperversato su Trieste l’altra sera, pur di partecipare all’evento. Le donne musulmane, vestite dei costumi tradizionali, in queste occasioni devono occupare solo i lati della sala in cui si festeggia e non possono avvicinarsi al centro, limitandosi ad assistere, accudendo ai bambini più piccoli. L’organizzazione ha predisposto anche la diretta Facebook, perciò i musulmani che non hanno potuto essere presenti, hanno potuto assistere al rituale da casa o dai luoghi di lavoro. «Per noi questa serata è un momento di preghiera - hanno precisato gli organizzatori - ma anche un modo per ritrovarsi. Qui si possono rivedere vecchi amici, persone che provengono dalle stesse regioni africane, che hanno raggiunto l’Italia completando viaggi difficoltosi e pericolosi».
Vicino allo scalone di accesso, alcuni volontari hanno preparato il classico cibo africano per la cena, poi distribuito ai presenti. La data della nascita di Maometto è comunque simbolica: il profeta nacque in un giorno imprecisato che, secondo la tradizione, sarebbe il 20 o il 26 aprile di un anno convenzionalmente fissato però al 570, nella regione peninsulare araba del Hijaz, e morì in una giornata equivalente all’8 giugno del 632 a Medina, dove fu sepolto, nella casa in cui viveva. —
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