I vigili rimuovono le due bici misteriose

Vox populi, vox Dei. È bastata la rubrica “vox populi” di Pino Roveredo sul Piccolo a far “liberare” due biciclette in piazza Tommaseo. «Ringrazio Pino Roveredo per la segnalazione delle due biciclette abbandonate e sono certo che sarà felice di sapere che il problema è stato risolto. Se desidera, la prossima volta, invece delle pagine del Piccolo, può chiamarmi per fare ancora più velocemente», scrive il vicesindaco Pierpaolo Roberti postando su Facebook le foto dell’operazione in codice “taglia catene”.
L’efficienza delle cesoie della polizia municipale è da pronto intervento. Solo ieri mattina lo scrittore Roveredo, nella sua rubrica settimanale, aveva infatti sollevato il “mistero delle due biciclette”. «A Trieste da più di un anno in piazza Tommaseo, di fronte al posteggio dei taxi, ci sono due biciclette incatenate a un palo della segnaletica. Da un anno la gente ci gira intorno, i turisti le guardano con curiosità, e la polizia stradale ci passa davanti senza filarsele di striscio. Intorno a quella sosta prolungata, ormai aleggia il senso del mistero». Le svariate ipotesi dell’autore di “Capriole in salita” prevedevano anche una soluzione turistica. «Saranno due biciclette rubate? Sì, però, che i ladri abbiano la cura di legare la refurtiva al palo? Saranno di due ciclisti che colpiti da amnesia alcolica non ricorderanno più il parcheggio? Oppure saranno di qualche atleta che ha mollato la fatica dei pedali per dedicarsi ad altra attività più rilassante? Sta di fatto che quella dimenticanza non è un bel vedere. Perché non trovare una soluzione? Si potrebbe mettere una bella targa e scrivere, che ne so, che sono le biciclette di Mikeze e Jakeze». Oppure farne un monumento alla “bicicletta ignota”. E, invece, è bastato che al vicesindaco capitasse sotto gli occhi il trafiletto del Piccolo per rovinare tutto. «Porca miseria, le hanno tolte! Niente targa!», ha esclamato ieri Roveredo.
In questa storia di biciclette e cesoie c’è più di una morale. «La dimostrazione che sanno leggere», commenta sarcastica su Fb Antonella. E ci sono anche alcuni suggerimenti simpatici. La radicale Clara Comelli,socia storica di Fiab Ulisse, scrive al vicesindaco: «Posso chiamarla anch’io per le auto in sosta tipo su fermata autobus o strisce pedonali o malasosta o su parcheggi disabili? Sarebbe meraviglioso vedere che la polizia municipale interviene con la stessa rapidità ogni giorno e per le centinaia e centinaia di problemi causate dalle automobili. Ora scrivo a Pino Roveredo che faccia la prossima “vox populi” su questo argomento». E c’è chi ironizza che, vista la tempestività, la “vox populi” potrebbe sostituire il 112, il nuovo numero unico dell’emergenza. Scrive Sabrina Pecchiari: «Comincia a scrivere sui piccoli misteri triestini quali marciapiedi sconnessi, buche stradali, macchine sospette, appartamenti sfitti. Chissà che non si muova velocemente qualcosa».
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