I vignaioli raccontati con gli smartphone
la storia
«Tutto iniziò con un concerto di Guccini a Cormons dinanzi a 2.500 militari: il progetto Vino della Pace venne inaugurato così. Era l’estate del 1983». A ricordarlo è l’ex direttore della Cantina produttori Luigi Soini, che ha ripercorso le tante tappe di uno dei simboli del territorio. «L’idea nacque nel 1981. Due anni dopo mettemmo a dimora 540 piante di varietà diverse nella Vigna del Mondo: oggi sono diventate 950. Festeggiammo l’avvio del progetto con un grande concerto di Guccini. La prima vendemmia fu nel 1985: l’anno dopo il primo Vino della Pace fu pronto e venne inviato, in cassette da tre bottiglie, ai Capi di Stato di tutto il mondo grazie alla collaborazione con Alitalia». Anni ruggenti, in cui Cormons iniziava anche grazie all’idea visionaria e illuminante di Soini a mettersi sulle cartine vitivinicole del pianeta. «In quel modo – aggiunge Soini – volemmo rendere Cormons capitale regionale del vino. Quando si parlava di Fvg si doveva automaticamente pensare a Cormons. Il progetto piacque immediatamente ovunque, tanto che oggi uno dei dieci ristoranti più importanti del Giappone, a Tokio, si chiama Osteria Vino della Pace: ci chiesero, e noi lo demmo, il via libera per chiamare così un locale che poi col tempo è diventato uno dei più rinomati del Sol Levante».
Gli aneddoti si sprecano: «Cadde il muro a fine anni Ottanta, e poco tempo dopo la Slovacchia divenne indipendente: il primo presidentevenne a Cormons e volle impiantare di persona una locale barbatella nella Vigna del Mondo». Quel luogo diventerà area di studio per l’Università di Udine: «C’è un progetto ad hoc», conferma l’attuale direttore Dal Zovo. –
M. F.
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