Il 31 dicembre la Marcia nazionale della Pace che abbraccerà Gorizia e Nova Gorica

Ritrovo alle 15 nel piazzale della Casa Rossa
Francesco Fain

GORIZIA. Gorizia, ravvisa l’Arcidiocesi, è «una città che ha vissuto da vicino la Prima guerra mondiale. È stata fortemente coinvolta nella Seconda e è stato uno dei luoghi in cui era visibile la Guerra fredda. Ora, dopo un passato doloroso, può essere un vero laboratorio di pace. Attualmente, la città è uno dei terminali della Rotta balcanica e luogo di arrivo di molti stranieri: le guerre in altre parti del mondo, segnano il movimento di popoli anche nelle nostre terre».

E alla luce (anche) di tutti questi fattori Gorizia è stata scelta per ospitare la 56ma Marcia nazionale per la Pace, che si svolgerà nella giornata del 31 dicembre, l’ultima del 2023.

Il programma dell’iniziativa, dal respiro transfrontaliero, è molto fitto, incalzante e prevede, alle 15, il ritrovo negli ampi spazi del piazzale della Casa Rossa. Da lì sarà possibile usufruire del servizio di bus-navetta fino a Oslavia dove, un’ora più tardi, ci sarà il saluto dell’arcivescovo monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli e il ricordo di monsignor Luigi Bettazzi a cura del presidente nazionale di Pax Christi, monsignor Giovanni Ricchiuti. Un momento solenne di riflessione.

Alle 16.30 è previsto l’avvio del cammino: il passaggio del fiume Isonzo sarà accompagnato da canti del coro del Cai “Monte Sabotino”. Alle 17, è prevista la prima tappa al convitto salesiano San Luigi che si trova in via don Bosco 48. Tema della prima sosta sarà “Rotta balcanica e pace”, con una riflessione di padre Giovanni Lamanna SJ e testimonianze di migranti e volontari. Il cammino riprenderà alle 17.30, per giungere poi, nell’arco di una quindicina di minuti, in piazza Vittoria dove è programmata la seconda tappa. Il tema di approfondimento è “Intelligenze artificiali e pace” e ci sarà l’intervento del professor Luca Grion dell’Università degli studi di Udine. Alle 18.15 il cammino riprenderà, con un passaggio davanti alla Sinagoga e, alle 18.45, la terza tappa in piazza Transalpina, luogo-simbolo della caduta del confine, dove è previsto l’intervento del professor Silvester Gaberšček, sociologo e etnologo. Il tema sarà “Europa unita e pace”. Alle 19.15 ci si rimetterà in cammino per giungere, alle 20, alla concattedrale di Nova Gorica, dove verranno riportate testimonianze da Ucraina, Palestina, Israele. Il programma dell’intenso pomeriggio vedrà, alle 21, la celebrazione della santa messa, presieduta dall’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas italiana monsignor Redaelli. La lunghezza totale del percorso è di circa 7,5 chilometri.

Si svolgerà con qualsiasi condizione meteorologica, ma sarà importante essere attrezzati per il freddo, l’umido, la pioggia. Alle 22, un momento di ristoro e verrà, quindi, offerta la possibilità di continuare a pregare fino alle 24.

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