Il Cisi non andrà in vacanza aperti tutti i 9 centri diurni

Luigi Murciano / Gradisca
Il Consorzio Isontino Servizi Integrati (Cisi) non andrà in ferie nella prima estate post lockdown. Con una decisione determinata e di responsabilità nei confronti dei suoi utenti con diversi gradi di disabilità e delle loro famiglie, la direzione ha deciso che i centri diurni del Cisi non effettueranno la tradizionale chiusura di agosto.
La scelta, annunciata dal direttore Saverio Merzliak, è quella di mantenere aperti tutti e 9 i centri diurni degli Ambiti Alto e Basso Isontin (Gorizia, Monfalcone, Gradisca, Cormòns, Turriaco, Begliano, Ronchi, Grado, e Villesse) per tre settimane su quattro, mentre una settimana soltanto – quella successiva a Ferragosto – vedrà il servizio attivo in forma leggermente ridotta ma comunque con due Centri di emergenza, uno a Gorizia ed uno a Monfalcone, per una ventina di persone disabili (il limite imposto per garantire il rispetto misure anti-covid ndr) sulla base delle esigenze e criticità indicate dalle famiglie. Nelle stesse sedi saranno mantenuti anche i due servizi integrativi pomeridiani e del sabato mattina. «Saranno così garantite, da un lato risposte alle esigenze più pressanti per le famiglie in difficoltà – spiega Merzliak – e dall’altro, il rispetto contrattuale verso gli operatori di assicurare due settimane consecutive di ferie nel periodo giugno-settembre».
Il Cisi – di cui sono soci 25 comuni isontini, per oltre 300 utenti – non “manderà in ferie” neanche la sperimentazione delle “Casette” nella sua sede di Gradisca, rivolta a minori con gravi criticità. Anzi, il servizio cresce: «In questi giorni si sta definendo un ulteriore accesso, già programmato – spiega Merzliak – mentre si sono attivati altri due contatti con le famiglie per altrettanti accessi da definire nell’ultima parte dell’anno».
Questo porterà a regime (4 posti) la ricettività del servizio. Va da sè che ad agosto le 3 strutture residenziali del Cisi (la residenza protetta di Gorizia e le comunità alloggio di Begliano e Villesse) rimarranno regolarmente sempre aperte. «Siamo usciti dalla “fase 2” del Covid con tanti progetti e la voglia di superare le difficoltà– commenta Merzliak –. L’esperienza della fase emergenziale ha confermato l’impostazione che il Cisi si era dato nel suo documento programmatico 2019-2021, ovvero quello di provare a contenere, se possibile, il rapporto personale/utente. Il post lockdown ha dimostrato che piccoli numero permettono agli utenti essere meglio seguiti e tutelati». Le tre strutture residenziali, lo ricordiamo, sono sempre rimaste aperte, mentre i centri diurni hanno riaperto progressivamente sin da fine maggio. –
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