Il Cisi ora teme il taglio dei fondi «La Regione non lasci il consorzio»

GRADISCA. Sono ore calde per la programmazione del futuro a medio ed a lungo termine del Cisi di Gradisca d’Isonzo. Il concetto è emerso nei giorni scorsi in tutta la sua chiarezza nel corso dell’assemblea dei soci del Consorzio isontino servizi integrati, vale a dire i 25 comuni isontini che fruiscono e sostengono direttamente assieme alla Regione (un tempo toccava alla Provincia di Gorizia) i preziosi servizi per gli utenti disabili e le famiglie del territorio, distribuiti fra 9 centri diurni, uno residenziale e alcune comunità alloggio.

Ore calde perché l’ente attende con una certa apprensione alcune risposte dalla Regione in campo sia finanziario che di assetto generale. «Una prima fonte di preoccupazione – ha affermato il direttore, Saverio Merzliak – riguarda il bilancio, che abbiamo dovuto approvare prima del varo della Finanziaria regionale in corso di discussione in queste ore». Secondo alcune simulazioni degli uffici, ha spiegato Merzliak, le ricadute della legge regionale di Stabilità potrebbero portare a minori finanziamenti al Cisi per 350 mila euro, rischiando di paralizzare i servizi per l’utenza diurna e residenziale, che rappresentano oltre metà dell’utenza per un totale di 260 persone. «Ed il trend è in crescita» precisa Merzliak. L’assemblea ha dato mandato alla presidente, il sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig, di interessare i consiglieri regionali eletti dal territorio affinché proponessero degli emendamenti in sede di discussione della Finanziaria.

E proprio ieri a Trieste l’assessore alla salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi ha replicato ad un emendamento (poi ritirato) del “dem” Diego Moretti sul tema. Ritirato in quanto l’esponente della giunta Fedriga ha rassicurato che non vi saranno tagli sul Cisi, ma anzi maggiori introiti per 22 mila euro. «Posto che mi auguro che le nostre proiezioni siano sbagliate – commenta Merzliak – il tema non sono i soldi in più, con i quali comunque copriremmo al massimo un ulteriore utente, ma l’approccio: non credo dovremmo essere finanziati sulla base del rapporto tra popolazione e territorio, ma delle reali necessità. E il fabbisogno 2020, con l’accoglimento di nuovi utenti al via già a gennaio, rischia di non essere coperto». Parliamo di una trentina di utenti fra 20 nei centri diurni e 10 «che possono presentare situazioni a rischio in qualunque momento».

Merzliak ha auspicato che le scelte della Regione in campo finanziario «non siano preludio ad un futuro disimpegno dal Cisi – le sue parole – in quanto in un altro articolo della manovra l’ente regionale esce senza alcun preavviso dal consorzio, aprendo ad una fase di incertezza sull’assetto dell’ente con i soli comuni». Al tutto si aggiungono i contenuti della riforma sanitaria «che affida le competenze sulla disabilità a livello sanitario distrettuale, con una non meglio precisata interazione con i servizi sociali». «In questo contesto di incertezza noi andremo avanti coi nostri progetti senza colpo ferire – assicura Merzliak –: assieme al Comune di Farra lavoriamo alla realizzazione di una residenza, nella sede di centrale di Gradisca vogliamo ospitare un centro per minori gravi e non ci fermeremo qui. Nonostante tutto». –

L.M.

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