Il comitato promotore delle due petizioni incalza il sindaco

«A ben 4 mesi e mezzo dal deposito di oltre 1.650 firme di cittadini, in consiglio comunale si dice che, in base ad una istruttoria tecnica, la petizione popolare per una variante al Prg che inserisca norme più stringenti per la realizzazione di industrie insalubri e impianti gestione e trattamento dei rifiuti speciali per il miglioramento e la salvaguardia ambientale non può essere accolta, cioè è inammissibile».

Per questo, il comitato promotore ha chiesto al sindaco di Gorizia di poter leggere il relativo documento. «In realtà - scivono i promotori delle petizione - quest’informazione avrebbe dovuto pervenirci parecchio tempo fa, unitamente ad altre notificazioni relative all’iter procedurale, con una comunicazione al proponente in cui si dichiarasse, esplicitamente e con adeguata motivazione, non accoglibile quanto richiesto dalla petizione. La lettera consegnata oggi al Comune di Gorizia, e sottoscritta da numerosi cittadini firmatari della petizione popolare, precisa il contesto in cui è avvenuta questa dichiarazione da parte dell’assessore Del Sordi, il quale ha anche sostenuto che ai proponenti era stato risposto che l’argomento individuato non poteva essere trattato. Invece la risposta del sindaco esprimeva un concetto completamente diverso, cioè che l’amministrazione per dare adeguata risposta alle istanze della cittadinanza intendeva approfondire la questione nell’ambito della variante generale al Prg» Inoltre, il comitato promotore «ricorda al sindaco che la modifica richiesta dalla petizione va semplicemente a limitare le destinazioni d’uso di 2 zone omogenee (artigianale ed industriale), analogamente a quanto già fatto dal piano della zona industriale di Sant’Andrea». —

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