Il Comune “pesca” un gestore Bar Verdi verso la riapertura

MUGGIA. Cambio di gestione in vista per il bar del Teatro comunale Giuseppe Verdi. Nella seconda asta pubblica (la prima era andata completamente deserta) sono pervenute al Comune di Muggia due manifestazioni d’interesse. E nessuna di queste è riconducibile ai vecchi gestori della cooperativa Torrenuvola. L’aggiudicazione provvisoria della struttura è andata a Nicholas Almerigotti, già gestore del bar Stadio di Muggia. Il canone offerto? Esattamente 18 mila euro annui. Il doppio rispetto ai novemila fissati dal Comune come base. Non è invece andata a buon fine la proposta avanzata da Egle Cepach, gestore del rifugio Premuda in Val Rosandra, che ne aveva offerti 12.500. La struttura, che verrà affidata in gestione per tre anni non rinnovabili, si sviluppa in via San Giovanni su circa 150 metri quadrati, con spazi e tavolini nel giardino e saletta interna. Un punto strategico, molto apprezzato dai muggesani oltre che dagli spettatori del teatro.
Il locale ha le serrande abbassate dal 2 maggio, in quanto la convenzione con i precedenti gestori era oramai scaduta. Davanti al primo bando per la nuova gestione non si era presentato nessuno. Nemmeno la cooperativa Torrenuvola che però, tramite il suo responsabile Gianni Chessa, aveva espresso tutta l’intenzione di proseguire il rapporto di collaborazione con il Comune. Nel nuovo bando era stata confermata la durata triennale del contratto, una durata appositamente individuata dagli uffici comunali al fine di consentire alla scadenza naturale del contratto di procedere con una gara unica per l’affidamento dei servizi teatrali, per l’appunto in scadenza tra tre anni, unitamente alla concessione del relativo bar.
Gli uffici comunali avevano così dovuto riproporre un secondo bando. E qui la sorpresa. L’asta non è andata deserta. Ma della cooperativa Torrenuvola nemmeno l’ombra. L’assessore al Patrimonio Stefano Decolle, avendone registrato l’interesse per la gestione della struttura, aveva da subito creato un altro bando abbassando la cifra rispetto alla prima asta. Erano inoltre stati rivisti i parametri d’accesso, «in modo tale da avere una partecipazione più allargata per i potenziali interessati», aveva spiegato Decolle, il quale aveva anche puntualizzato come il bar Verdi non sia «un mero esercizio commerciale ma un luogo in cui primeggiano le peculiarità artistiche, culturali e sociali che sono assolutamente da salvaguardare e, anzi, da valorizzare.
Come detto, l’assegnazione ad Almerigotti ha carattere ancora provvisorio. Gli uffici comunali, infatti, ne dovranno verificare i requisiti per accertare che tutto sia in regola rispetto al secondo bando. A meno di imprevisti, dunque, il bar del Verdi potrebbe riaprire i battenti entro la prima metà del mese di luglio.
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