Il Comune va a caccia di sei milioni per riqualificare Villa Haggincosta

Ieri sera “obtorto collo” Lorenzo Giorgi, assessore comunale al Patrimonio, ha recepito un emendamento, firmato dai capigruppo di centrodestra, con il quale Villa Haggincosta viene depennata dall’elenco degli immobili da vendere, elenco compreso nel Piano delle alienazioni discusso in consiglio. Alcune ore prima lo stesso Giorgi aveva confermato il nuovo indirizzo della maggioranza durante una riunione della commissione Trasparenza, presieduta da Sabrina Morena (Open Fvg). «La scelta di vendere - ha voluto spiegare l’assessore forzista - nasceva dalla difficoltà di reperire risorse per ristrutturare l’edificio. È bene ribadire che l’eventuale incasso dell’alienazione, autorizzata nel 2018 dalla Regione ma con vincolo di destinazione, avrebbe finanziato la realizzazione di un centro diurno dedicato alla disabilità».
Quindi non ci sarebbe stata “diversione” di impiego della cifra ottenuta. «Va inoltre sottolineato - ha insistito Giorgi a margine della commissione - che riqualificare villa Haggincosta significherà investire tra i 5 e i 6 milioni di euro». Un compito - ha fatto intendere Giorgi - che toccherà in prima battuta al collega Carlo Grilli, titolare del Welfare municipale.
La commissione Trasparenza si è svolta in un clima un po’ surreale. Sul banco della giunta c’era Grilli. L’aula consiliare era sostanzialmente disabitata perchè i consiglieri di maggioranza - con l’eccezione dell’italicofratello Porro - avevano dato forfait, ma la stessa opposizione non affollava certo gli scranni di competenza, dove sedevano solo Paolo Menis (M5s), Giovanni Barbo (Pd), Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini). In proporzione era più numerosa la delegazione delle associazioni che si batte contro la vendita della storica villa affinchè essa torni all’operatività sociale come struttura per i disabili, da oltre dieci anni assegnati ad altri istituti a causa delle precarie condizioni di sicurezza di villa Haggincosta. Cinque 5 presenti tra Aias e Amis, hanno parlato Claudia Marsilio, Roberto Delise, Federica Verin, Fabiano Mazzarella. Era stato invitato anche Giorgi, ma si è verificato un qui-pro-quo sull’orario, per cui l’assessore si è palesato alle 13 invece che alle 12. Quando Giorgi è comparso in aula, è però venuto meno il numero legale per cui la discussione è proseguita in libertà, senza verbale. Giorgi ha riferito che all’Aias era stato proposto di traslocare in uno stabile in Riva Ottaviano Augusto, dietro l’ex Meccanografico, ma l’associazione non aveva gradito il sito, offerto dal Comune, per ragioni logistiche e per l’incertezza del cronoprogramma restaurativo. Interessante la vertiginosa “biografia” di villa Haggincosta raccolta dallo staff di Giorgi. Costruita a fine ’800 per Giorgio Haggincosta, su disegno di Ruggero Berlam. Comprata dall’ingegnere Iberti nel 1923. Permutata con il Comune in cambio di una villa a Chiadino. Offerta a Emanuele Filiberto duca d’Aosta (che declinò). Passata all’Opera nazionale balilla nel 1934. Nel 1949 trasferita al Demanio statale. Nel 1955 intavolata alla Gioventù Italiana (ex Gil) per ospitare l’Opera orfani di guerra. Nel 1976 trasloca alla Regione da dove nel 2010 torna al Comune, autorizzato l’anno scorso alla vendita con incasso vincolato a utilizzo sociale. —
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