Il “custode” della sicurezza nel viaggio petrolifero dalla Siot alla Germania

Oltre quaranta milioni di tonnellate all’anno: è la quantità di greggio che viene sbarcato nei due pontili della Siot, per essere inoltrata attraverso l’oleodotto Tal verso le raffinerie nel cuore produttivo dell’Europa centrale, in Baviera e nel Baden Württemberg, in Austria e nella Cechia.
Questo ininterrotto flusso energetico ha un “custode”, che si trova all’ultimo piano del quartier generale Siot: la sala-controllo, inaugurata esattamente venti anni fa nel 1999, è attiva 24-ore-24 con tre operatori a turno. In precedenza funzionava un sistema elettromeccanico, che ha lasciato il posto a un livello tecnologico informatico molto più evoluto, messo a punto dalla berlinese Psi.
Il turno di guardia ha responsabilità importanti: monitora un itinerario petrolifero di 758 chilometri - compresi i 5 km tra il terminale marino e i serbatoi - e una “stiva” di 32 serbatoi capaci di accogliere 2 milioni di metri cubi di “oro nero”. Con questa capacità - ha detto il leader di Tal-Siot Alessio Lilli - si potrebbe coprire il consumo nazionale di dieci giorni.
Memore di quanto accadde 47 anni fa in seguito al clamoroso attentato terroristico palestinese, il livello di attenzione in tema di sicurezza (sotto ogni punto di vista) viene tenuto alto. Davide Martiradonna e Walter Pribaz spiegavano ieri pomeriggio, nel corso di un inconsueto meeting, a una delegazione di borgomastri austro-bavaresi come e dove viene accolto e stoccato il petrolio. Petrolio che non è tutto uguale: i mittenti sono diversi e diversa è la qualità del prodotto. Alcuni arrivi hanno odori più forti e più avvertiti dalla popolazione, per cui vengono sistemati in 17 cisterne specificamente modificate allo scopo di mitigare l’effetto olfattivo.
I “custodi” del più ricco approvvigionamento energetico europeo via-mare si occupano di tutti gli aspetti del viaggio petrolifero. Tanto per cominciare, la manutenzione: aspetto delicatissimo, squadre sul posto con cui si parla in tedesco. Una struttura “gemella” presidia Ingolstadt. Il parco valvole, che incanala il flusso di greggio. La portata del “traffico”: 7500 metri cubi/ora in Austria, 6400 metri cubi/ora in Germania. Superati i Tauri, una turbina utilizza il petrolio per generare con/da esso ulteriore energia.
Siot-Tal ha organizzato la visita di un terzetto di borgomastri ultramontani, le cui cittadine sono “bagnate” dall’infrastruttura, per celebrare un po’ di ricorrenze: i 300 anni del porto triestino, il miliardo e mezzo di tonnellate sbarcate (pari al consumo nazionale venticinquennale), le 20 mila tankers attraccate nei 52 anni di storia. In platea i primi cittadini di Matrei (Ost Tirol) Andreas Köll, di Jochberg (Tirolo) Günther Resch, di Lenting (Baviera) Christian Tauer. Con loro il presidente del comitato azionisti Tal (Omv, Shell, Rosneft, Eni, Bp, ExxonMobil, Gunvor, Mero, Phillips, Total) l’austriaco Michael Cech, manager di punta di Omv, la compagnia che detiene la maggioranza relativa di Tal.
Dopo la tappa in sala controllo, la gita si è conclusa al terminal Siot, che con i suoi due pontili dotati di quattro ormeggi rappresenta il 70% circa del movimento portuale triestino.
Un attimo di kermesse a base di gadget donati agli ospiti, una maglia e un quadro a evocare le ventimila petroliere ospiti. —
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