Il dolore e la perdita spiegati ai più piccoli

TRIESTE Non per tutti i bambini Natale è una festa. Non lo è per Giulia, la protagonista del libro di Ivan Sciapeconi “Un dicembre rosso cuore” (2019, Einaudi Ragazzi, illustrazioni di Ninamasina, 112 pag.) che a soli nove anni ha a che fare già con una grande perdita. E così, a dicembre, mese della triste ricorrenza, per lei tutto diventa più brutto e faticoso: il freddo, la chiusura della scuola e perfino il compleanno di una compagna di classe. Giulia rischia di perdere di vista le cose belle, come la premura del padre e l’allegria di Filippo, il cagnolino. Ma anche l’ascolto delicato di Lorella, la migliore amica di papà, che ai suoi occhi potrebbe diventare una seconda mamma. Alla fine, non mancherà per la bambina un momento di consapevolezza, uno di quelli che fanno crescere. Come non mancherà un colpo di scena finale pronto a svelare l’identità di una coppia di misteriosi anziani che Giulia incontra puntualmente durante le sue passeggiate.
«I bambini di oggi ascoltano musica da grandi, eppure i libri e le storie che vengono proposte loro, soprattutto in Italia, spesso hanno contenuti molto edulcorati – osserva l’autore –. Questo libro, che sembrava quasi un azzardo, parte dal lutto e lavora sulla resilienza e sulle emozioni».
Sciapeconi, da insegnante di scuola primaria e autore di narrativa e di sussidiari, conosce bene il linguaggio verbale e non verbale dei bambini e si muove con destrezza tra i temi importanti che i più piccoli affronteranno nella vita reale. Non stupisce quindi che paragoni chi conosce l’arte di insegnare a uno sciamano che «cura l’anima dei bambini con riti che si perdono nella notte dei tempi - si legge sul suo sito -. I suoi strumenti sono pochi, ma particolarmente efficaci: fazzoletti di carta magici per curare il pianto, parole per infondere fiducia, sguardi intensi per ammonire in caso di pericolo».
“Un dicembre rosso cuore” è un libro che si presta bene a essere letto dai bambini a casa, con la lampada accesa sul comodino, ma può diventare allo stesso tempo un prezioso strumento in mano agli insegnanti, per aprire riflessioni in classe, anche impegnative, che possono scaldare i cuori di tutti. Perché in fondo, come ricorda Giulia all’amica ritrovata Mariangela, «a chi non manca qualcosa?». —
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