Il fedelissimo del ministro Salvini in visita ai valichi: «Li blinderemo»

Una maggiore collaborazione con la Slovenia e rapporti sempre più stretti con la Regione Friuli Venezia Giulia per riuscire a contrastare gli arrivi a Trieste lungo la rotta balcanica. Questi gli obiettivi del governo emersi nel corso della visita di ieri del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che ha ribadito l’impegno dell’attuale esecutivo nel contrasto all’immigrazione clandestina, non solo nel Mediterraneo.
Al mattino Molteni ha preso parte al PalaChiarbola al giuramento del 202.mo corso di formazione per gli allievi della Polizia di Stato, dove ha ricordato anche l’impegno di Roma nel contrasto alla criminalità organizzata. Poi, accompagnato dall’assessore regionale a Sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti, leghista come lo stesso viceministro, ha avuto degli incontri con il nuovo questore Giuseppe Petronzi e il nuovo prefetto Valerio Valenti. Infine il sopralluogo ai valichi di secondo grado di San Servolo e Draga Sant’Elia e quello principale di Pese.
A raccontare i dettagli di come arrivano i migranti e di come si muovono è stato Antonio Grande, dirigente della Polizia di frontiera, che ha spiegato che i passeur lasciano le persone a pochi metri dal confine, in particolare nella zona di Pese e nel tratto della vecchia ferrovia, oggi diventato pista ciclabile. Solitamente sono gruppi di 20, 30 che poi si sparpagliano e alcuni finiscono nell’abitato di Draga. Inizialmente, hanno raccontato gli agenti, i residenti allertavano anche le forze dell’ordine. Oggi sembrano non farci neanche più caso. In questo periodo dell’anno ci sono poi i furgoni carichi di persone, con le auto-staffetta, che attraversano i confini che non sempre riescono a essere presidiati. «Dobbiamo come governo - ha evidenziato Molteni - continuare a collaborare con la Regione Friuli Venezia Giulia per presidiare e controllare i confini e constrastare l’immigrazione irregolare. Oggi (ieri, ndr) ho voluto toccare con mano questi valichi da dove passano i migranti: sono territori che vanno difesi in modo serio dalle forze dell’ordine. Da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini c’è grande attenzione e in questi mesi abbiamo bloccato la rotta del Mediterraneo con gli sbarchi che sono stati sostanzialmente azzerati. Quella balcanica è invece una rotta particolare rispetto alla quale, anche sulla base delle sollecitazioni della Regione, abbiamo avuto una particolare attenzione». Uno dei temi più complessi da affrontare è legato anche ai rapporti con la Slovenia e i paesi dei Balcani centrali, dove attualmente la pressione dei migranti è ancora elevata nonostante il maltempo. «Con la Slovenia ci sono ottimi rapporti», ha aggiunto Molteni: «Collaboriamo e vogliamo implementare la cooperazione. Continueremo a blindare le rotte e guardiamo con fiducia alle elezioni europee del 26 maggio, convinti che possiamo cambiare le dinamiche visto che l’attuale Unione europea ha avuto nei confronti del nostro Paese poco spirito di collaborazione».
Roberti, ricordando che le risposte dal parte del governo sono arrivate subito, ha sottolineato che «la soglia di attenzione deve comunque restare alta nonostante i numeri siano calati in modo importante già da questa estate. Grazie allo stretto rapporto con il governo, nel 2018 abbiamo intercettato 1.507 migranti illegali. Quest’anno, inoltre, abbiamo bloccato 75 persone e arrestato quattro passeur». —
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