Il fisioterapista dei campioni vende trofei per aiutare i bimbi

Fra i cimeli di Peharec una tuta Ferrari di Schumacher e gli scarpini di Boban Con i proventi il medico vuole rilanciare lo sport fra tutti i giovanissimi di Pola

POLA. Nella città di Pola opera Stanislav Peharec, fisioterapista e ortopedico nel cui studio si sono curati negli ultimi decenni campioni dello sport di fama mondiale, dalle stelle del calcio a quelle della pallanuoto, dai tennisti più celebri fino agli assi della pallamano, che è la sua disciplina preferita.

Ebbene, al di là delle sue capacità internazionalmente riconosciute, Peharec ora ha pensato anche ai meno fortunati. Come ha spiegato in una intervista al quotidiano Glas Istre, il medico intende mettere all’asta i trofei, i ricordi e altri oggetti - memorabilia, insomma - che nel tempo ha ricevuto in regalo dai grandi campioni che ha avuto in cura: con il ricavato punta a permettere ai bambini poveri di dedicarsi allo sport, che giudica rappresentare il presupposto fondamentale per un percorso di crescita sano.

Tra i “gioielli” in vetrina nella sua clinica nel quartiere di Nuova Veruda figurano la tuta rossa Ferrari di Michael Schumacher, la maglietta e gli scarpini di Zvonimir Boban quando giocava per il Milan, la maglietta e le scarpette della stella dell’Nba Michael Jordan, la racchetta dell’ex tennista Goran Ivanisević e tanto ancora.

Peharec vanta la partecipazione a due Olimpiadi come componente del team medico della nazionale croata di pallamano: Atalanta nel 1996 e Atena nel 2004. A quei giochi la squadra conquistò la medaglia d’oro.

Ritornando alla Rossa di Maranello, i metodi innovativi utilizzati da Peharec nella cura della colonna vertebrale gli erano valsi la chiamata della Ferrari per realizzare un sedile anatomico appositamente studiato per Michael Schumacher. «È stato uno sportivo e rimane un uomo eccezionale - dice di lui Peharec - e di lui mi aveva colpito soprattutto il grande attaccamento alla moglie, alla famiglia, ai figli».

Il medico ha poi spiegato nei dettagli il suo progetto: «Vorrei che Pola diventasse la città dello sport, cosa impensabile in questo momento poiché i bambini e i ragazzi lo praticano poco e non fanno tanta attività fisica. La mia idea è che il primo sabato dopo l’inizio dell’anno scolastico allo stadio Aldo Drosina vengano presentate le discipline che si possono praticare in città: calcio, pallamano, nuoto, atletica leggera, pugilato, lotta, badminton e altri». «Quel giorno si dovrà offrire qualcosa anche ai genitori - prosegue Peharec - ossia la misurazione degli zuccheri nel sangue, della pressione e delle pulsazioni cardiache. Lo sport è salute e purtroppo come singoli siamo sempre più malati». A coronamento del suo sogno vorrebbe che a ogni entrata in città venisse collocato il cartello “Benvenuti a Pola, città amica dei bambini che praticano lo sport”. Lui comunque ce la mette tutta. —

P.R.

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