Il ministero porta a Roma Arvedi, Regione e Porto E i sindacati alzano la voce

Istituzioni e azienda a Roma, nella sede del ministero dell’Ambiente. Sindacati a Servola, davanti ai cancelli dello stabilimento. Doppio appuntamento dedicato al futuro della Ferriera nella giornata di ieri. Nella capitale, come detto, è andato in scena il primo incontro del tavolo tecnico sollecitato dalla Regione e chiamato ad affiancare la Conferenza dei servizi nell’esame di partite come la copertura dei parchi minerari o il piano rumori. Nessuna comunicazione, a fine giornata, sull’esito del confronto, che ha visti impegnati i rappresentanti di ministero, giunta regionale, gruppo Arvedi e Autorità portuale.
Contemporaneamente, a Trieste, i sindacati hanno lanciato un messaggio forte e chiaro alle stesse istituzioni: o verrà convocato entro una settimana il richiesto incontro con i rappresentanti dei lavoratori, o scatterà la mobilitazione che potrebbe sfociare anche in sciopero. Un avvertimento contenuto nella lettera consegnata ieri all’azienda e illustrata alla stampa dai rappresentanti di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, Marco Relli, Umberto Salvaneschi e Antonio Rodà. Nella lettera si precisa che «alla luce del profilarsi di notizie sempre più insistenti, in relazione all’interessamento da parte di gruppi internazionali sull’area dello stabilimento di Servola, o parte di essa, si chiede un incontro urgente con il presidente del gruppo di Cremona, Giovanni Arvedi». «Si sente parlare da tempo di processi di acquisizione a livello industriale che interesserebbero anche la Ferriera di Servola. E sappiamo bene che, quando iniziano a circolare queste voci, un pezzo di strada è già stato portato a termine». Il riferimento è al dialogo avviato con il gruppo China Merchants, interessato all’acquisizione di alcune aree del comprensorio siderurgico, e confermato anche dal presidente del Porto, Zeno D’Agostino. «È inaccettabile che si tengano i rappresentanti dei lavoratori all’oscuro di tutto. Per questo - continuano i sindacalisti - presentiamo una richiesta scritta formale, affinché si possa arrivare a un incontro. Se non saremo convocati entro un termine accettabile, e non esiteremo a convocare l’assemblea dei lavoratori di Servola per decidere, tutti assieme, quali forme di protesta attuare nel prossimo futuro». —
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