Il Pdl “tiene” e si consola Exploit della lista civica

TRIESTE. Scomposto e ricomposto per esigenze elettorali e alti e bassi di Silvio Berlusconi, il Pdl non affonda. Nella giornata della sconfitta di Renzo Tondo e della coalizione di centrodestra al governo negli ultimi cinque anni in Friuli Venezia Giulia, la tenuta del Popolo per il presidente e della sua civica non salva dal k.o. ma esclude almeno un possibile colpevole.
«Il partito, il suo, l’ha fatto», commenta Isidoro Gottardo. «Se abbiamo perso, non è a causa del Pdl», aggiunge Vanni Lenna. Il simbolo berlusconiano ha superato il 20%, Autonomia responsabile è quasi all’11%. Il totale è inferiore solamente di un paio di punti rispetto al risultato del 2008 (33,02%). Di sicuro, per come erano andato le politiche, oltre le attese. Il risultato migliore per il Pdl è quello nella circoscrizione di Udine (23,2%), quello più alto della civica è invece a Trieste (12,4%), lì dove Roberto Dipiazza fa da trascinatore.
Più in generale la lista che utilizzava due termini così cari a Tondo, quell’autonomia utilizzata, sottolineava sempre il governatore uscente, «con grande responsabilità», è il quarto movimento in regione dopo il Partito democratico, il Popolo della libertà per Tondo presidente e il Movimento 5 stelle. È addirittura davanti alla Lega Nord, le declinante Lega Nord che cede quattro punti e mezzo rispetto al 2008. «Se penso che la lista di Zingaretti non è arrivata al 5% e quella della Meloni si è attestata attorno al 10% – osserva Tondo –, posso concludere che la mia intuizione è stata corretta».
Nel giorno della sconfitta, una piccola consolazione. Come del resto per il coordinatore regionale Gottardo aver visto l’unione delle forze dare un risultato positivo: «Autonomia responsabile, che è espressione del Pdl, ci consente di superare il 30%, un dato nettamente migliore rispetto a quello delle politiche. Il fatto che la coalizione del centrodestra arrivi attorno al 45% è il segnale che da parte del voto grillino c’è stato un formidabile aiuto alla Serracchiani, a conferma del fatto che il Movimento 5 stelle è chiaramente di orientamento centrosinistra».
Anche Lenna,il coordinatore della civica, sottolinea la tenuta del partito: «Il centrodestra viene storicamente penalizzato dalla bassa affluenza, quello del Pdl e di Autonomia responsabile sono risultati tanto più significativi. Direi anzi straordinari». Fuori dall’ordinario, e di certo lontano dalle aspettative pidielline, è invece l’esito nella Venezia Giulia. Nella circoscrizione di Trieste il 17,7% del Pdl è sotto la media regionale, in quella di Gorizia si scende al 16%, «sono evidentemente i territori chiave della sconfitta», sottolinea Alessandro Colautti. Che cosa è successo? Sandra Savino ha chiamato in causa Ferruccio Saro in prospettiva regionale ma, restando a Trieste, afferma: «Non possiamo non dimenticare quello che è successo in città dalle amministrative in poi. Adesso qualcuno se ne dovrà assumere la responsabilità». E Colautti aggiunge: «Non so se paghiamo anche la vicenda dei rimborsi ai gruppi, che ha visto uscire dalla corsa consiglieri triestini di peso, ma è certo che abbiamo ceduto troppo pesantemente in quelle due circoscrizioni per poter sperare di recuperare nelle altre tre, soprattutto in condizioni di così bassa affluenza».
Riccardo Riccardi, l’assessore forte della giunta Tondo, braccio destro del presidente sul tema chiave delle Infrastrutture, commissario per la terza corsia della A4, è il consigliere più votato del Pdl. C’era chi sosteneva che temesse di farsi contare, ma la risposta non lascia repliche: Riccardi conta 6.786 voti, è quasi agli stessi livelli del grande nemico, Gianfranco Moretton, che sommò 7mila preferenze cinque anni fa ma con un numero di elettori molto superiore rispetto questa tornata. Riccardi si presenta a metà pomeriggio nella sede elettorale di Tondo a Udine. Il suo risultato personale è subito blindato, ma non è la preoccupazione di giornata. La sconfitta del presidente uscente e del centrodestra sono bocconi amarissimi. Con un risultato del genere, l’ex assessore ai Trasporti sarebbe sicuramente rientrato in giunta e invece gli toccherà un semplice posto da consigliere di opposizione. «Commenti? Non è il momento» dice, deluso, Riccardi.
Gli altri “vincitori” del Pdl sono Bruno Marini, il più votato a Trieste, Rodolfo Ziberna, primo a Gorizia, Luca Ciriani, che quasi doppia Elio De Anna a Pordenone, e il carnico Luigi Cacitti. I più votati di Autonomia responsabile, con Dipiazza a Trieste, sono invece Anna Maria Cisint a Gorizia, l’ex segretaria di Tondo Michela Gasparutti a Udine, Valter Santarossa a Pordenone e Roberto Revelant a Tolmezzo. Quella Tolmezzo, casa del governatore uscente, dove Autonomia responsabile ha perfino sorpassato il Popolo berlusconiano: 4.363 voti contro 3.885. (m.b.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








