Il re dei lanciatori riabbraccia i vecchi compagni a Ronchi

RONCHI. Si è tornati indietro nel passato, l’altra sera a Ronchi dei Legionari, protagonista quel baseball che, proprio nel 2019, qui compie sessant’anni.

Un amarcord in piena regola, quello andato in scena alla trattoria “La Mariuta”, con il ritorno in città di Gary Schenone, popolare lanciatore degli anni Ottanta, in vacanza in Italia. Ad attenderlo tanti giocatori del glorioso passato dei Black Panthers. Tra i tanti Roberto Cecotti, Sergio Furlan, Diego Minin, Diego Mineo, Andrea Bazzarini, Tiziano Boriani, Mario Da Re, Renato Carraro e Raffaele Fontanot, oltre a Graziano Pilutti, dirigente storico e presidente del comitato regionale della Fibs. Non ancora ventenne era arrivato a Ronchi, alla “corte” dell’allora presidente Felice Giacconi, nel 1980, giocando per due stagioni assieme ad altri popolari atleti d’oltreoceano, tra i quali Robert Volk, scomparso alcuni anni orsono.

Due stagioni da grande protagonista, una potenza sul monte di lancio, grande simpatia e affabilità. Poi il ritorno nella sua Sant’Josè, in California, un intervento chirurgico che non gli ha consentito più di giocare e i frequenti contatti con gli amici ronchesi, Renato Carraro in particolare. Nel 1994 il suo primo ritorno in Italia, a Genova, terra dei nonni paterni, e adesso questa visita alla sua città adottiva, dove ha rivisto amici e compagni di squadra. Che non lo hanno mai dimenticato e che, assieme a lui, hanno trascorso alcune ore in grande allegria, ricordando gli anni Ottanta quando Ronchi dei Legionari, con la casacca della Comello, militava nel massimo campionato di baseball. Uno sport che, come detto, vive ormai da 60 anni in città. Una tappa importante che andrebbe sottolineata in modo ufficiale, anche per ricordare i tanti che hanno dato tempo e passione per questo sport permettendo a Ronchi di ritagliarsi spazi importanti, anche con tante presenze di giocatori in nazionale. —

Lu. Pe.

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