Il ritorno al futuro nel parterre di Miramare che rinasce con le piante amate da Massimiliano

Dall’Araucaria araucana, conifera sempreverde del Cile, fino alla Yucca  gloriosa dalle coste americane: uno studio filologico base delle scelte 
Silvano Trieste 2019-08-31 Castello di Miramare i giardini fioriti
Silvano Trieste 2019-08-31 Castello di Miramare i giardini fioriti

IL FOCUS



Il parterre spoglio, arido e mal curato, ma soprattutto non in linea con i dettami di Massimiliano? Soltanto un ricordo “appassito”. L’area verde del parco di Miramare, che si trova proprio davanti all’ex Caffé Massimiliano (prossimo, peraltro, a rinascere anch’esso grazie a una nuova gestione), è tornata a rifiorire, dopo anni d’incuria dovuta anche al fungo killer che in passato l’aveva invasa. A ridare vita a questa zona del parco è una serie di diverse tipologie di piante di origine prevalentemente sudamericana, la stessa che Massimiliano d’Asburgo, dopo un’attenta ricerca, si era fatto arrivare da oltreoceano.

Per la prima volta, come voluto dalla direttrice Andreina Contessa, è stato affrontato uno studio filologico del parco, grazie alla lettura di carteggi, bolle di consegna e immagini appartenenti all’arciduca: così è stato possibile stilare un inventario della vegetazione presente all’epoca. Da qui poi si è potuto reperire le piante: i visitatori del castello dunque non si troveranno più di fronte a un giardino all’italiana, caratterizzato da elementi verdi per lo più bassi, ovvero come si presentava il parterre fino a poco tempo fa, senza però rispettare i dettami di Massimiliano. Bensì avranno dinnanzi diverse specie più alte. Misure in linea con le sculture che si trovano in quel lembo di terra. La lista è interessante: compaiono la Canna indica, nativa dei Caraibi, con fiori rossi e una base “carnosa”, il più comune ginepro, l’Araucaria araucana, conifera sempreverde del Cile, la Yucca gloriosa, dalle coste americane, con grandi fiori bianchi campanulati e profumati, la Gaura Lindhmeri, cespugliosa con boccioli bianco-rosati, che si può trovare dal Texas alla Louisiana, il coloratissimo Cosmos dagli Usa, la multiforme Dahlia messicana, l’arbusto Thuja Occidentalis, rintracciabile in Asia e in America, e le romantiche Cleome e Salvia gregii, tropicali e texane. Non mancheranno roselline bianche originarie dell’800, che sbocceranno fra qualche stagione.

Eccetto i sempreverdi, sono tutte varietà che fioriranno soprattutto d’estate, senza però lasciare un aspetto desertico d’inverno. Il lavoro filologico intrapreso da Contessa si riverbera anche sul resto del parco, al quale già negli scorsi mesi è stato conferito l’aspetto pensato da Massimiliano valorizzando i sentieri, dai quali poter scorgere talvolta il paesaggio attraverso alcuni belvedere.

In questo modo prosegue la valorizzazione della dimora di Massimiliano e Carlotta targata Contessa, che passa anche per la sua adesione alla prestigiosa Rete delle Residenze reali europee (Network of european royal residences), di cui fa parte anche la reggia di Versailles. Creato nel 1995, il network delle 90 residenze reali condivide conoscenze ed esperienze nel campo della ricerca, conservazione, gestione, promozione culturale e del turismo del ricco patrimonio culturale che amministra.

Obiettivi simili al cosiddetto “Tavolo verde” italiano, cui partecipano i direttori e i rappresentanti delle Gallerie degli Uffizi, della Reggia di Caserta, dei Musei Reali di Torino e del Museo e Real Bosco di Capodimonte, dell’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este, oltre a Miramare. —



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