Il rudere dell’ex Hippodrome spina nel fianco del Comune

Utilizzata di nuovo come dormitorio abusivo la scorsa estate, chiusa da 15 anni, l’ex discoteca Hippodrome rischia di rimanere fonte di degrado per Monfalcone ancora a lungo. Il Piano di iniziativa privata è in scadenza nel 2016 e, soprattutto, la convenzione con il Comune che l’avrebbe reso operativo non è mai stata firmata. Anche se lo fosse ora, i privati avrebbero quindi solo un anno di tempo o poco più per realizzare le opere di urbanizzazione primaria previste nel progetto elaborato a suo tempo dall’architetto Giorgio Calligaris.
Il Comune di Monfalcone, che ha incontrato la proprietà, passata dalla Ducale alla società veneta “Immobiliare 5 Stelle”, in agosto, ritiene quindi sia quasi inevitabile arrivare alla stesura di un nuovo Pac. Del resto, in questi anni, dopo aver presentato un piano che prevedeva una struttura commerciale e un edificio dotato di servizi di ristorazione e capacità ricettiva, la società proprietaria ha tentato di arrivare a una destinazione dell’area alla grande distribuzione e il Comune si è sempre dichiarato contrario. «Continuiamo a ritenere che lungo l’asse viario di via Boito-via Colombo - spiega l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo - l’offerta, soprattutto nel settore alimentare, sia già satura. Se poi la normativa consentirà di muoversi in quella direzione, il discorso ovviamente cambierà».
Schiavo rileva, comunque, come per permettere l’insediamento della grande distribuzione nell’area gli interventi sulla viabilità a carico dei privati rischiano di essere importanti. L’assessore all'Urbanistica non nasconde che, invece, a questo punto, sarebbe auspicabile e preferibile l’avvio di un ragionamento su un intervento legato magari alla nautica da diporto, vista la vicinanza del canale Valentinis con i suoi 300 posti barca, un decimo del totale esistente in città.
«Una riflessione sul destino di quest’area, il cui degrado è evidente e noto - afferma l’assessore all’Urbanistica -, ma alla cui eliminazione il Comune non può mettere mano in modo diretto, credo debba essere oggetto del nuovo Piano operativo comunale, cioè del nuovo Piano regolatore della città». Una riflessione che dovrà estendersi anche ai grandi ambiti edificatori bloccati dalla crisi, dall’area dell’ex ospedale di via Rossini a quella dell'ex Detroit. Rispetto all’ex Hippodrome l’amministrazione locale, comunque, ritiene sempre imprescindibile la cessione del parcheggio di via Atleti azzurri d’Italia, una volta sistemato, da parte dei privati. Il piano prevedeva che la discoteca, nata nella prima metà degli anni ’80, facesse posto a una struttura commerciale e a un edificio dotato di servizi di ristorazione e capacità ricettiva. L’obiettivo era di fare in modo che l'edificio o gli edifici potessero diventare elemento catalizzatore lungo i due fronti, da una parte via Boito e dall’altra il canale Valentinis con il percorso ciclo-pedonale. In tutto l’area interessata dal piano era ed è di 21.660 metri quadri, mentre la previsione era di 8.024 metri quadri di superficie coperta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








