Il ruolo della divisione Torino nella battaglia di Gorizia del ’43

L’anniversario dell’armistizio dell’8 settembre 1943 è stato ricordato ampiamente in questi giorni dalla stampa locale e nazionale. Ma non si può non temere di avere ancora una volta preso un’occasio...

L’anniversario dell’armistizio dell’8 settembre 1943 è stato ricordato ampiamente in questi giorni dalla stampa locale e nazionale. Ma non si può non temere di avere ancora una volta preso un’occasione per un approfondimento sereno e complessivo della questione senza la riproposizione ormai stanca di luoghi comuni che, se da una parte possono soddisfare un po’ tutti, non portano molte novità nella direzione di una conoscenza più critica e precisa di fatti che fin dalla loro genesi presentavano oggettive complessità. Le organizzazioni partigiane Anpi e Avl di Gorizia, che già lo scorso anno hanno celebrato la Resistenza locale con la predisposizione di una mostra sulla repressione antipartigiana delle truppe di occupazione tedesca e l’apposizione di una lapide sulla facciata della stazione centrale in ricordo della battaglia partigiana di Gorizia del settembre 1943, hanno scelto di dare quest’anno un ulteriore contributo alla conoscenza dei fatti di quello stesso periodo organizzando un incontro di studio che si svolgerà domani alle 16.30 nella sala delle conferenze della caserma Guella di piazza Battisti. Relatori del convegno saranno il colonnello Antonino Zarcone, capo dell’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Esercito, che parlerà sulla divisione Torino tra guerra e resistenza e Marco Puppini che affronterà invece il tema della resistenza italiana e slovena di fronte all’occupazione tedesca della provincia di Gorizia nel settembre 1943. Sarà questa un’occasione per affrontare e chiarire fatti ed episodi che hanno riguardato la nostra città ed i suoi dintorni in un momento cruciale della sua storia millenaria e che solo raramente trovano qualche cenno nelle pubblicazioni storiche di carattere non specifico. In quei giorni di metà settembre si sono trovati a condurre una lotta comune contro le forze di invasione della 71a divisione di fanteria germanica forze regolari della divisione Torino del Regio Esercito, il cui comandante Gen. Bruno Malaguti fu uno dei pochi alti ufficiali che seppe interpretare con coscienza e coraggio le pur lacunose e contraddittorie direttive impartite già il 3 settembre dal Comando supremo, i gruppi partigiani sloveni che operavano in forma organizzata all’interno dei confini del Regno d’Italia già dal 1942 ed infine gli insorti italiani che nel giro di pochi giorni ed in numero di un migliaio erano riusciti a mobilitarsi, organizzarsi in formazioni partigiane e convergere da Ronchi verso Gorizia.

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