Il sindaco: «Ciascun organismo ora ha un compito ben preciso»

Un frugale sandwich in delivery da consumare in ufficio (è zona arancione anche nel Lazio) e il sindaco Anna Cisint è pronta a rimbarcarsi sull’aereo che la riporterà a Ronchi dei Legionari, dopo la trasferta romana costata all’ente 200 euro, il prezzo del biglietto di andata e ritorno (169, 17), caffè, acqua e panino. «Come procede? Bene, meglio del giorno prima direi – replica soddisfatta Cisint –: dopo il vertice con i rappresentanti del governo ogni attore coinvolto nella partita è uscito più motivato e convinto che l’escavo si debba portare a termine e che, a questo punto, si farà».
Per il sindaco la difficoltà maggiore negli anni è stata quella di far interloquire tutti i soggetti, cosa per lei fin qui non avvenuta, («diversamente al parere sfavorevole non si sarebbe arrivati», dice) e «l’accordo di programma va in una tale direzione: stabilire esattamente chi fa cosa e come».
Ma per Cisint, che ringrazia «per il grande lavoro che tutti stanno facendo per Monfalcone, in particolare il sottosegretario Vannia Gava e la Regione», l’aspetto fondamentale «è la convergenza di intenti sull’obiettivo: tutti hanno convenuto sulla necessità di realizzare l’opera, strategica per il nostro territorio». Spostare a Roma in piena pandemia due assessori regionali, un presidente d’Authority e rispettivi tecnici non è cosa da ogni giorno. «Tant’è che si è condivisa – prosegue – l’esigenza di far partire i lavori quanto prima per chiudere una questione così complessa e delicata, per nulla banale».
Anche per questo motivo i dettagli su come si procederà operativamente vengono accennati solo a larghe spanne. Aspetti che necessariamente dovranno essere nei prossimi giorni sviscerati e formalizzati, per confluire nella bozza di accordo tra gli enti pubblici. «Ai sensi dell’articolo 15 della legge 241 del 1990», come puntualizzato dall’ingegner Massimo Canali.
È, il tema dell’escavo e della portualità in generale, assieme a quello della centrale, uno degli ambiti su cui l’amministrazione, pur non avendo competenze dirette su Portorosega, ha intenzione di spendersi fino in fondo. In parte anche per segnare la distanza con le precedenti amministrazioni. Se ci riuscirà è presto per dirlo. Da quanti anni si parla dell’escavo? Perfino un attento politico come Diego Moretti (Pd) ha buttato lì la proposta di dirottare i fondi stanziati per l’opera, di cui non si vede mai la dirittura d’arrivo, in altro progetto, attirandosi l’anatema di Cisint. Non è un caso se nella recente relazione al bilancio, il sindaco abbia scandito: «È venuto il tempo affinché la lunga telenovela dell’approfondimento del canale d’accesso al porto abbia termine e si prendano le necessarie decisioni in quanto non vogliamo e non possiamo rinviare la risoluzione di tale questione alle generazioni che verranno come, purtroppo, si è fatto in precedenza. Da vent’anni, 20 milioni di euro attendono d’essere impiegati per dare allo scalo l’operatività consona alle sue potenzialità di sviluppo e questo ritardo è inaccettabile». —
Ti. Ca.
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