Il sindaco: «Porto Vecchio, il Tavolo lo apro io»

Cosolini: «Basta diatribe tra concessionari e Authority». Bassa Poropat e Riccardi favorevoli a soluzioni comuni
Di Silvio Maranzana
Lasorte Trieste 20/12/12 - Auditorium Revoltella, Sindaco Cosolini, Cultura
Lasorte Trieste 20/12/12 - Auditorium Revoltella, Sindaco Cosolini, Cultura

«Sentirò in questi giorni sia l’Autorità portuale che i concessionari perché si crei al più presto quella forma di collaborazione che porti ad abbattere gli ostacoli che si frappongono alla riqualificazione del Porto Vecchio.» Il sindaco Roberto Cosolini ha preso al volo l’appello fatto dapprima per lettera dal presidente di Portocittà Antonio Rigon e ribadita al Piccolo dal direttore Sviluppo Corrado De Francisco affinchè si apra finalmente un Tavolo di lavoro che coinvolga tutti gli enti oltre ai soggetti privati interessati. «Quel Tavolo non solo si può, ma si deve aprire - sottolinea Cosolini - formalmente dovrebbe farlo l’Autorità portuale, ma se si ritiene che sia più consona una sede terza, allora il Comune è disponibile ad ospitarlo.» Nella lettera all’Authority, Portocittà aveva messo in rilievo che il concessionario non può procedere per una lunga serie di motivi: presenza di servitù e di servizi non evidenziata in sede di gara, aspetti autorizzativi, indeterminatezza sulla possibilità di poter demolire alcuni fabricati, mancato rispetto del cronoprogramma di consegna di alcune aree oltre, logicamente, alla persistenza del regime di Punto franco. La stessa presidente dell’Autorità portuale Marina Monassi aveva risposto già preventivamente ad alcune di queste obiezioni rilevando che il concessionario sapeva perfettamente dell’esistenza del Punto franco e che non fa partire tutta una serie di procedure che sarebbero esperibili da subito.

«In una città che vive appieno la crisi economica generale e dove più che altrove mancano investitori di ogni settore - è il pensiero del sindaco - sarebbe criminale farsi sfuggire un’occasione di questo genere soltanto perché non si trova un punto di equilibrio tra concessionari e Autorità portuale. Chiaro che Portocittà non può pretendere tutto, che alcuni magazzini ad esempio siano ancora sotto esame da parte del ministero ai Beni culturali lo si sapeva, ma d’altro canto ha ragione nel dire che il grosso dell’operazione è attualmente bloccato dal Punto franco che dunque va spostato concordemente e al più presto.» Perfettamente in linea la presidente della provincia Maria Teresa Bassa Poropat: «L’apertura di un Tavolo pubblico-privato può avvicinare la soluzione di una vicenda piuttosto contrastata e dolorosa. Lo spostamento del Punto franco e una spinta affinché i concessionari diano immediata operatività ai lavori possibili da subito sarebbero le prime cose da affrontare.» «Ritengo che in ben poche delle questioni sollevate dalla stessa lettera di Portocittà la Regione abbia una competenza diretta - afferma l’assessore a Infrastrutture e trasporti Riccardo Riccardi - comunque questa amministrazione è disponibile anche a partecipare al Tavolo oltre che ad adoperarsi per rimuovere tutti gli ostacoli che persistono, a patto che le singole questioni vengano puntualmente affrontate da chi ne ha la responsabilità diretta.»

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